DOMANDE FREQUENTI sull'insegnamento all'estero

(FAQ-Frequently Asked Questions) - Preguntas más frecuentes 

Pagine a cura del Centro Studi Internazionale Onlus ITA.L.I.(Italianistica e Lingua Italiana nel Mondo) www.italianlang.org 

Prima di scriverci, per favore copiate, stampate e leggete attentamente quanto sin qui già riportato ed esplicitato. Poi integratele con i contenuti affini riportati nella altre due pagine: Italiano L1-L2 e Supplenze all'estero

Grazie per la preziosa collaborazione!

Domande, domande, domande……….

E qual è la sua differenza con il master ITALS ed il certificato DITALS? Qual è il titolo migliore? In pratica, cosa bisogna fare per insegnare italiano a stranieri in Italia? Ed italiano a stranieri al di fuori dell'UE? Infatti ho letto che il master ITALS è riconosciuto dall'UE. E per insegnare italiano negli altri paesi quale titolo rende più appetibili? Dove è valido il DITALS?

Ecco una breve rassegna delle più diffuse domande e/o richieste pervenuteci da coloro che sono interessati ad Insegnare la Lingua e Cultura Italiana nel mondo (in Italia o all'estero)   

Chiarimenti e precisazioni preliminari per studiare e/o  lavorare all'estero:

La Laurea, le Lauree: Quale?

Il problema degli standard nei sistemi educativi e tra i sistemi educativi è un nodo centrale che nell’Unione Europea si è cercato di risolvere privilegiando la quantità, cioè gli anni di formazione che uno studente riceve. Da qui la recente riforma universitaria in Italia: si è passati da un sistema con lauree prevalentemente quadriennali (il tentativo di introduzione delle lauree brevi triennali senza un riordino complessivo del sistema non aveva funzionato) a uno su più livelli, con forte attenzione alla formazione permanente. Prima della riforma chi voleva continuare gli studi universitari poteva iscriversi nuovamente per conseguire una seconda laurea dello stesso livello. Oppure a partire dalla prima metà degli anni ’80 poteva cercare di vincere uno dei pochissimi posti a concorso per un dottorato di ricerca.

Ora le cose sono cambiate. Si ragiona in termini di crediti formativi universitari (ogni CFU equivale a 25 ore di lavoro, comprensive di ore di lezione e di studio individuale), e la prima laurea dura tre anni (60 crediti all’anno per un totale di 180 crediti), poi si accede alle lauree specialistiche di due anni (120 crediti in totale) e quindi al dottorato di ricerca (solitamente 3 anni e 120 crediti). Poi ci sono i master di primo e secondo livello. A quelli di secondo  livello si può accedere se in possesso di laurea specialistica (3+2). I master di uno o più anni di durata danno diritto a 60 crediti.

In una fase transitoria come questa, in cui la riforma non è ancora a regime, anche chi ha la vecchia laurea quadriennale può accedere al dottorato di ricerca. Poi si vedrà, ma è certo che quantitativamente la nuova laurea specialistica (3+2) offre un anno in più di formazione universitaria.

Questo per arrivare a parlare dell’italiano L2 e LS. Non vi è classe di concorso per Italiano L2 nelle scuole pubbliche, quindi chi insegna a bambini, ragazzi o adulti nelle scuole o nei CTP può avere qualsiasi titolo e abilitazione indispensabile per l’insegnamento in quell’ordine di scuole, ma non è necessario un titolo specifico, purtroppo.

All’estero il panorama è molto variegato, ma dobbiamo partire dal presupposto che in molti paesi la suddivisione per livelli della formazione universitaria è qualcosa di ben più consolidato rispetto alla situazione italiana. Così è sempre più frequente trovare annunci, in particolare nelle università di paesi anglofoni, ma non solo, in cui il dottorato di ricerca (PhD) è requisito indispensabile.

Che tipo di percorso consigliare? La mia formazione e ciò che faccio mi portano a considerare indispensabile una sana e robusta preparazione metodologica che un corso di laurea in lingue e letterature straniere o in lettere non offre più. Si tratta di prepararsi per insegnare una lingua straniera, o meglio l’italiano a stranieri! Tuttavia la realtà di molti dipartimenti universitari, dove nella maggior parte dei paesi vede ancora lo strapotere dei letterati e tutto sommato la glottodidattica e l’insegnamento della lingua sono relegati a un livello inferiore, si raccomanda di integrare la formazione con esami e progetti specialistici (microtraduzione, ecc), tipo quelli verificabili anche in rete web. Se a qualcuno interessa questo tema, che sto presentando in maniera volutamente un po’ provocatoria, può andare a dare un’occhiata in Internet ad esempio al programma dei vari convegni AATI, cioè di un’associazione degli italianisti nordamericani per capire in che direzione ci si sta movendo: in sostanza le sessioni dedicate all’insegnamento della lingua durante i convegni non hanno certo la rilevanza di quelle dedicate alla letteratura.

 Quali possibilità in Italia per formarsi dopo la laurea?

Innanzitutto credo che chiunque voglia cercare di intraprendere questo tipo di percorso professionale, per insegnare all’estero in particolare, debba munirsi di un titolo superiore rispetto a quello della laurea (quadriennale) e continuare con un master/scuola di specializzazione annuale/biennale che dà un titolo culturale universitario (non un’inesistente abilitazione all’insegnamento dell’italiano), oppure tentare la strada del dottorato di ricerca.

La direzione in cui mi muoverei è quella della didattica dell’italiano e non quella della lingua italiana o letteratura o cultura, temi peraltro affrontati anche nei master/scuole di specializzazione in didattica.

Gli altri certificati tipo Ditals o Cedils sono anch’essi titoli culturali ma non hanno lo spessore di un master universitario. Tutto quanto fa riferimento all’insegnamento dell’italiano in Italia passa attraverso il sistema pubblico per le scuole e i CTP con le logiche dell’insegnamento nelle scuole pubbliche; sulle scuole private di lingua o sui centri di formazione provinciali, comunali, ecc., e anche sui centri linguistici delle università, non ho molto da dire se non, in generale, che spesse volte non mi pare vi sia uno standard di qualità che si cerca di mantenere basandosi sulla formazione e i titoli degli insegnanti. Sicuramente, tuttavia, un giovane che ovviamente non può avere grande esperienza lavorativa, ma che si presenta con un curriculum con certe caratteristiche (titoli universitari specifici, certificazioni, corsi d’aggiornamento, partecipazioni a convegni, articoli scritti, ecc.), credo proprio che faccia un miglior effetto rispetto a chi invece può presentare solo la laurea. Il resto è un po’ fortuna, voglia di tentare, disponibilità a una vita almeno inizialmente piuttosto precaria, ecc.

Caro collega, Amico/a,

Se vuoi insegnare italiano in un'università o in un IIC è inutile che mandi il tuo curriculum a tutti. Normalmente non ti rispondono. Per regola, in questi casi, si invia il curriculum solo alle istituzioni che cercano un lettore e che lo annunciano pubblicamente. Quanto alle certificazioni o alle varie pubblicazioni, è importante sapere che non rappresentano una garanzia di lavoro, ma sono comunque le carte giuste da giocare al momento opportuno (ormai la laurea da sola non basta più).

Naturalmente, in questo nuovo Mare Magnum globalizzato,  dobbiamo sempre augurarci un bel po' della fortuna ma, secondo me, è anche molto importante riuscire a stabilire un contatto con gruppi di discussione nei quali ci sia una buona circolazione delle informazioni giuste ed essenziali. Uno dei canali attraverso cui cercare il lavoro, è proprio una lista di discussione come dw-scuolait-mondo@yahoogroups.com; lettori-it@yahoogroups.com; www.aiti.org  e similari, in cui vengono spesso inoltrate offerte di lavoro da parte di varie università straniere. Quindi ... stay tuned!

Se ti è stato detto che per insegnare italiano a stranieri in Italia c'è bisogno di una scuola di specializzazione (ssis), la cosa è strana. Infatti credo che le scuole di specializzazione siano per quelli che insegnano nelle scuole secondarie pubbliche (media e superiore) e lì, mi sembra, non ci siano corsi d'italiano per stranieri, credo. O, forse, ci si riferisce alla scuola di specializzazione per italiano a stranieri dell'università di Siena e Perugia.

Concorsi e Reclutamento dei Lettori di italiano all'estero: solo attraverso il MAE?

Domanda1: Sono una neolaureata in Lettere Moderne. Per essere lettori all'estero (Spagna) bisogna aspettare il concorso bandito dal Ministero degli Esteri italiano o contattare le università e Istituti in loco? Domanda2: Sono una studentessa di Lingue e Letterature Straniere prossima alla Laurea. Il mio desiderio è quello di insegnare in Francia o in Europa. Vorrei sapere se la mia laurea sarà un titolo sufficiente.

RISPOSTA: Per partecipare al concorso per andare all'estero a svolgere la funzione di Lettore tramite il concorso del Ministero degli Esteri, bisogna essere già Docente di ruolo in Italia indistintamente nella scuola media o superiore, laureato in Lettere e/o Lingue straniere con 2 esami di lingua italiana o Letteratura italiana (anche moderna e contemporanea), ovvero con il possesso di altri esami considerati equivalenti secondo la Tabella di omogeneità degli esami del M.P.I,che sono: Didattica della Lingua Italiana, Grammatica italiana, Linguistica italiana e Storia della lingua italiana (bastano anche due esami diversi purché tra quelli menzionati e riconosciuti). Per poter invece fare il Lettore con incarico locale bisogna rivolgersi direttamente alle Università straniere (no all'Istituto italiano di Cultura), inviando la domanda in forma bilingue corredata da analitico curriculum vitae, anch'esso anche in lingua locale o veicolare.Tutte le lauree umanistiche vanno bene, compresi i diplomi di Traduttori o Diplomi universitari triennali, tanto che l'accordo dovrà essere trovato con le necessità delle rispettive università straniere. Poiché continuano a pervenirci nuove e differenti domande su come andare ad insegnare all'estero, ho ritenuto di dover aggiornare ed approfondire più volte l'unico testo finora in pubblicazione dal 1996, e che ora è in vendita online dal sitoweb di ITA.L.I. oppure richiederlo o comprarlo c/o le librerie: Ancora di Monza Tel. 039-324745 fax 039-2301379, e-mail: libreria.monza@ancora-libri.it e Gerini di Cassino (FR) Tel 0776-22586 fax 0776-327296 oppure direttamente al Centro studi ITA.L.I. fax: 06-233237259 seguendo le istruzioni illustrate nella pagina Pubblicazioni Edizioni Testi.

Domanda: sono una studentessa di lingue e letterature straniere all'ultimo anno. ho scoperto solo da poco il vostro sito, di cui vi faccio i complimenti, e questa è già la seconda mail che vi mando. Ho già letto nelle vs risposte che requisito di base per insegnare italiano all'estero, è quello di aver sostenuto due esami di lingua e/o letteratura italiana o altri esami equipollenti secondo la tabella di omogeneità, fra i quali voi avete citato anche "didattica dell'italiano come L2". Il mio dubbio però sorge dal fatto che l'unica tabella di omogeneità che io sono riuscita a trovare, non indicava quest'ultimo insegnamento. vorrei delle precisazioni al riguardo quindi vi pongo una domanda precisa: premettendo che io ho già dato un esame di letteratura italiana, se sostengo ancora un esame di didattica dell'italiano, sono in regola con i requisiti o devo dare necessariamente due annualità dello stesso insegnamento? Vi prego di rispondermi al più presto perché sto seguendo i corsi dell'ultimo anno e non vorrei perder tempo inutile!

RISPOSTA:questa è la situazione attuale italiana (2007) per insegnare italiano come docente di ruolo all'estero, sia nelle scuole che nelle università straniere. E' un estratto integrale di un mio libro. Approfitto però per dirti che ti consiglio, se puoi, di portare a 3 gli esami utili di italiano (che possono essere anche diversificati e non biennali) perché da quanto ne so io, prima o poi porteranno a 3 gli esami minimi richiesti. Didattica dell'Italiano è ora considerato un esame necessario per italiano L2 a stranieri ma non per accedere al concorso riservato ai docenti italiani di ruolo laureati in lingue straniere; infatti il Bando così recita: "i docenti di ruolo in Italia laureati in lingue e letterature straniere o di altre discipline umanistiche, purché docenti di ruolo (ora a tempo indeterminato) in servizio e titolari delle discipline afferenti alle materie letterarie o delle lingue straniere moderne, ma con un biennio minimo di italiano nel proprio curriculum studiorum, secondo l’attuale tabella ministeriale che comprende letteratura italiana, lingua, didattica, grammatica, linguistica e storia della lingua italiana"(bastano anche due esami diversi purché tra quelli menzionati e riconosciuti).

La cronistoria dei 2 esami di Italiano validi

·   Domanda1: Qualche mese fa ho acquistato i suoi libri via internet e li ho trovati molto interessanti. Quest'anno, anche grazie ai suoi preziosi suggerimenti, tornerò all'università per sostenere 2 esami di corsi unici, per poter partecipare al prossimo concorso. Mi chiedevo se anche storia del cinema italiano può valere come materia d'italianistica ai fini del concorso, e, soprattutto, se le materie semestrali hanno la stessa validità delle vecchie annuali (d'altra parte ormai tutte le lauree sono triennali e con insegnamenti semestrali).
RISPOSTA:purtroppo storia del Cinema italiano non vale ancora come esame utile per i 2 esami minimi previsti in tabella Ministeriale. Per quanto riguarda invece il numero di crediti minimi o la semestralità utile alla valutazione di una materia piena, debbo confermarti che finora non ho trovato una soluzione certa a codesta interpretazione e debbo informarmi anch'io perchè la posizione del MAE non è stata ancora "ufficialmente" chiarita in merito.

·   Domanda2

Sono laureata in Lingue e Letterature Straniere senza la biennalizzazione della Lingua Italiana. Ho partecipato e superato il recente concorso del Mae nel dicembre del 2006 per la graduatoria 007 e non per 003. Nel frattempo come da suo consiglio ho seguito e superato presso l’Università di Urbino tre esami singoli di Letteratura Italiana:

Letteratura Italiana I Letteratura Italiana II Prova scritta totale 9 crediti (3+3+3)

Navigando tra i vari siti, anche delle università, ho scoperto che il Miur con la direttiva n 540 del 15/03/2005 stabilisce che si ritengono corsi annuali quelli con il superamento di 12 CFU, semestrali quelli con il superamento di 6 CFU. Si deduce percio’ che per superare due esami biennali di Italiano o forse

tre come Lei consiglia, sono necessari 24 crediti, o 36. Tutte le università riportano il numero di crediti vicino all’esame superato.

Mi permetto di chiederLe allora:

La direttiva del Miur vale anche per il Mae? Vale la pena, visto lo sforzo che comporta con questo frazionamento degli esami, continuare in questa ricerca della biennalizzazione?

 

RISPOSTA: Sì che vale la pena, altrimenti non potreste mai avere i requisiti per fare i Lettori di italiano all'estero, cosa che invece reputo molto positivo soprattutto per i docenti di Lingue Straniere. Ora, alla data di settembre 2007 ed a fine concorso appena ultimato, pur confermando quanto detto nella precedente domanda n.1, aggiungo e preciso che, da fonti attendibili del MAE, non è stata ancora applicata la direttiva MIUR n. 540. Infatti nessun docente che ha aggiunto successivamente alla Sua Laurea uno degli esami da Lei riportati, è stato attualmente escluso dalla Selezione e dalla graduatoria. Questa è una bella notizia e conquista, anche se credo bisognerà regolamentare meglio le convalide per il prossimo triennio. Se per ora però è andata così bene, vuol dire che pochi hanno seguito i miei consigli e quindi non hanno creato problemi di interpretazione restrittiva ai Dirigenti Ministeriali del MAE preposti al Concorso. Quindi bisogna seguire a fare esami integrativi di italiano, magari arrivando a 12 crediti per ciascuno di essi.

·   Domanda: Esistono università straniere che assumono lettori di italiano tramite selezione e contratto locale, prescindendo cioè dal reclutamento attraverso il MAE?
L'accesso a posti di lettorato tramite la forma di reclutamento "ufficiale" del MAE, mi è precluso, non essendo infatti insegnante di ruolo in Italia.

·   RISPOSTA:  non esiste un elenco così accurato e completo delle scuole ed università straniere con l'insegnamento dell'italiano, diviso per aree e lingue ed è per questo motivo che è nata ITA.L.I., ci vogliono ancora molti dati ed informazioni per portare avanti questo grande progetto. I dati e gli indirizzi, sempre più aggiornati e completi sono comunque già sul sito (Area Riservata). Per insegnare italiano come Lettore nelle università straniere, con un incarico diretto e senza concorso pubblico, bisogna inviare una regolare domanda, corredata da un analitico e dettagliato Curriculum vitae et studiorum (in forma bilingue) direttamente alle università straniere, facoltà di lingue e letterature straniere, dipartimento o sezione di italiano.

·    Domanda: Sono un laureato in Lingua e Letteratura spagnola e il mio sogno sarebbe quello di andare a insegnare italiano nella Penisola Iberica, dove tra l'altro ho trascorso 6 mesi con l'Erasmus. A chi devo rivolgermi per avere informazioni in merito? Vorrei inoltre sapere come fare per insegnare all'Istituto di Lingua Italiana Dante Alighieri di Madrid o Barcellona.

·    RISPOSTA: Essere di ruolo nelle scuole italiane, con almeno un biennio di italiano nel proprio curriculum di laurea, serve solo per partecipare al concorso/selezione del MAE-MPI, mentre per gli altri casi tutto dipende dalla domanda e dall'offerta per il Paese ed il Dipartimento in questione: quindi rivolgetevi direttamente alle Università straniere. La stessa cosa vale per presentare domanda presso gli Istituti Italiani di Cultura all'estero, le Scuole italiane all'estero, le filiali della Dante Alighieri e le sedi dell'Unione Latina.

·    Domanda:sono una studentessa di Lingue e Letterature Straniere prossima alla laurea. Il mio desiderio è quello di insegnare italiano in Francia. Vorrei sapere se la mia laurea sarà un titolo sufficiente e quali concorsi devo passare.

·    RISPOSTA: ricordo che per insegnare italiano all'estero non basta la sola laurea in lingue e letterature straniere, ma ci vogliono almeno 2 esami di italiano superati nel proprio corso di laurea, e con un concorso nazionale che in Italia si fa ogni 3 anni se di ruolo, oppure qualsiasi altra laurea umanistica che risponda alle esigenze delle varie facoltà e dipartimenti, che cambiano notevolmente non solo da Paese a Paese, ma anche da città a città, sede a sede. Sempre più spesso oramai si cercano specialisti in settori della lingua, cultura e letteratura italiana (Storici, medievalisti, linguisti, esperti di letteratura comparata, dantisti e così via).

·   Domanda:sono una studentessa universitaria e mi piacerebbe sapere se per insegnare italiano all'estero c'è un limite d'età.

·   RISPOSTA: Si precisa che i limiti di età in Italia ci sono solo per partecipare ai concorsi pubblici di primo impiego (45 anni) e per andare all'estero non bisogna stare a meno di 5 anni dall'età pensionabile. Mentre per insegnare all'estero con incarico locale e privato non ci sono limiti di età. Anzi, molti docenti, dirigenti ed altro personale scolastico, una volta andati in pensioni si mettono a lavorare privatamente in Paesi stranieri, per contribuire alla diffusione della lingua e cultura italiana oltre che per mantenersi efficienti ed interessati ad attività culturali e gratificanti.

·    Domanda: Sono laureato in filosofia (110/110) da circa un anno e il mio obbiettivo è sempre stato l'insegnamento. Nei primi di luglio ho fatto domanda di insegnamento (supplenze temporanee) direttamente ai presidi di vari istituti non essendo in possesso dell'abilitazione. La prospettiva di insegnare italiano a stranieri è enormemente stimolante ma non so se con la mia laurea
ciò potrà avvenire. Tra gli esami di profitto previsti dal mio piano di studi, ho sostenuto due annualità di Letteratura italiana, due esami di Storia (moderna e contemporanea) oltre che gli esami caratterizzanti il corso di laurea in filosofia. Conosco discretamente il francese e sto imparando l'inglese. La laurea in mio possesso è titolata all'insegnamento di italiano a stranieri?

·    RISPOSTA: la risposta non è facile perché bisognerebbe rifare un pò la storia dei concorsi MAE. Fino a qualche anno fa un laureato in Filosofia, che si abilitava in materie letterarie e le insegnava come docente di ruolo, poteva partecipare a tutti e tre le figure all'estero da sempre riservate ai docenti di lettere e cioè: insegnante nelle scuole italiane all'estero, insegnante nei Corsi di italiano e lettore nelle università. Ora non è più così e quindi il laureato in filosofia, che è titolare di storia e filosofia può partecipare a questa classe di concorso per l'estero solo per i licei, ma non può più partecipare alle altre due funzioni. Per quanto riguarda invece l'insegnamento privato, sia nelle scuole, che nelle università che in altri enti, non ci sono problemi tecnici, professionali o giuridici: ma tutto dipende dalla domanda e dall'offerta, e trovare chi sta cercando qualcosa di simile. 

·    Domanda: sono una studentessa in lingue e letterature straniere prossima alla laurea. Mi piacerebbe insegnare all'estero, ma non ho la biennalizzazione dell'esame di italiano in quanto all'università di Lecce é stata tolta da tre anni. Comunque, il programma di letteratura italiana dell'università di Lecce, prevede lo studio di tutta la letteratura italiana (anche gli autori minori) dalle origini al novecento, metrica e Dante, in un unico esame. Non sarebbe la stessa cosa?E se si potesse dimostrare con una certificazione che il programma di italiano é stato svolto tutto in un unico esame? 

·    RISPOSTA: No, perché l'esame è sempre uno e ne servono due. Ma ho già scritto e lo ripeto: ora dopo la laurea ci si può iscrivere nuovamente a qualunque facoltà per conseguire anche un solo esame. Perciò bisogna affrettarsi a farlo ed averlo al momento che si partecipa al concorso come docente di ruolo. Il biennio non è necessario ed obbligatorio per gli incarichi privati, serve comunque anche per le domande di supplenze nelle scuole italiane all'estero, dove valgono le stesse regole metropolitane. Ricordo ancora che oltre ad italiano e/o letteratura italiana, sono ad essi equivalenti gli esami di:Didattica della Lingua Italiana, Grammatica italiana, Linguistica italiana e Storia della lingua italiana.

Domanda INTEGRATIVA: 

Mi domando allora a questo punto: deve essere un biennio della stessa materia (e quindi,per es.,grammatica1 e grammatica2 o storia della lingua italiana 1 e SLItaliana 2) o possono essere anche due esami diversi ma riguardanti lo stesso campo di italianistica? (e penso per esempio al mio caso con Letteratura Italiana e Lingua Italiana o a Grammatica e Linguistica Italiana).

 RISPOSTA: bastano anche due esami diversi purché tra quelli menzionati e riconosciuti dalla Tabella Ministeriale (uno di Grammatica ed uno di letteratura e così via).

·    Domanda:sono laureato in lingue e letterature straniere moderne e vorrei diventare lettore di italiano all'estero; poiché non ho il biennio di letteratura italiana (ho biennalizzato Storia della critica letteraria italiana) contatterò direttamente i dipartimenti di filologia romanza di alcune università spagnole e ungheresi, secondo la procedura letta nel Suo sito. A tale proposito Le chiedo: esistono dei modelli o prestampati della domanda bilingue? In caso affermativo, dove posso trovarli?

·    RISPOSTA: Non so dove hai letto sul mio sito la cosa, ma quanto fin qui asserito sulla procedura di conseguimento del 2° esame di Italiano valido per l'accesso ai concorsi per docenti di ruolo all'estero, si riferisce sempre e solo per le Università italiane. Per quelle straniere che pure effettuano Corsi, esami e materie affini, la cosa si fa molto più difficile perché tale equipollenza tra Stati stranieri e Italia attualmente non è stata ancora applicata.

· Domanda: sono un insegnante al terzo anno di ruolo; ho insegnato per 2 anni nella scuola elementare e, avendo ottenuto il passaggio nella scuola superiore, attualmente insegno francese in un Istituto professionale. Avrei bisogno di alcune informazioni riguardo la possibilità di insegnare all’estero, in particolare in Francia, sia nei diversi ordini di scuola (sono in possesso anche dell’abilitazione scuola materna, elementare e inglese per scuola media inferiore e superiore) sia come lettrice di italiano presso le università.

·   RISPOSTA: Tutto quello che hai fatto o insegnato prima non conta più: Ora appartieni ai ruoli degli Insegnanti di Lingue straniere e puoi insegnare solo il Francese o l'Italiano se fornita del solito necessario biennio di esami di italiano. 

· Domanda:sono un'insegnante di lettere, sono precaria ed insegno in trentino da due anni: la mie materie sono italiano, storia ed eventualmente latino; cl.a050, a043, a051. Vorrei sapere come muovermi qualora volessi fare domanda per andare ad insegnare all'estero.

   RISPOSTA:finché sei precaria non puoi fare molto: cioè non puoi partecipare ai Concorsi Ufficiali, ma solo fare domande alle varie scuole e università privatamente o chiedere supplenze, senza installare perciò alcun rapporto di collocamento fuori ruolo all'estero, proprio perché non sei di RUOLO in territorio metropolitano.

·    Domanda: Sono una ragazza di 29 anni, sono prossima a laurearmi in Lingue e Letterature Straniere all'Università di Pisa. Il mio piano di studi prevedeva un solo esame di Lingua e Letteratura Italiana, sarà impossibile per me insegnare italiano all'estero? Quali strade mi consigliate di seguire? Purtroppo non ho più tempo utile prima della laurea per sostenere un ulteriore esame di italiano. Non potrò partecipare al concorso MAE-MPI?

·   RISPOSTA: Intanto in bocca al lupo per terminare i tuoi studi e poi avviarti al lavoro o ai concorsi per diventare docente di ruolo. Come sai tutto ciò non si fa in poco tempo perché per diventare docente di ruolo bisogna prendersi prima l'abilitazione, poi avere uno o più incarichi annuali o vincere un concorso a cattedre. Quindi hai tutto il tempo per fare almeno un altro esame di italiano, di letteratura o quelli equivalenti per per poi partecipare (quando sei già docente di ruolo di lettere o di lingue) ai concorsi del  MAE-MPI. Perché se non hai almeno un biennio non hai i requisiti: ma gli esami ora si possono prendere sempre, basta re-iscriversi all'università dopo aver conseguito la prima laurea. Se invece vuoi provare ad insegnare privatamente italiano all'estero, per questo non ci sono requisiti fissi: tutto dipende dalla domanda e dall'offerta dei vari paesi stranieri.

·    Domanda:Sono una maestra di scuola elementare, assunta con contratto a tempo indeterminato. Sono anche laureanda in Lingue e Letterature straniere (francese e spagnolo) ed ho insegnato l'italiano a studenti stranieri, ma sempre con contratti di brevissima durata. Vorrei sapere se e come, in qualità di insegnante elementare e, in seguito, laureata in lingue, ho la possibilità di insegnare la lingua italiana.

·   RISPOSTA: Può partecipare solo al concorso per docenti di scuola elementare.

·  Domanda: Sono una neo laureata in lingue e letterature straniere moderne con la conoscenza approfondita del francese e dello spagnolo. Sono da mesi alla ricerca di bandi di concorso o richieste da parte di università straniere per poter diventare lettrice di lingua italiana. I concorsi che propone il Ministero degli Esteri Italiano è rivolto solo a studenti universitari non laureati. Potete gentilmente aiutarmi in questa disperata ricerca. Grazie! Allego il mio curriculum con i miei recapiti.

·   RISPOSTA:Il Concorso del Ministero degli Esteri è solo per docenti di ruolo; quello per laureandi in Lingue è solo per gli Assistenti di italiano nelle scuole. I Vostri Curriculum Vitae non dovete inviarli a noi di ITA.L.I., ma alle specifiche scuole ed università private!

IL PROBLEMA DEL 110/110 PER GLI INCARICHI NEGLI ISTITUTI iTALIANI DI CULTURA ALL'ESTERO

 Domanda: leggo con tristezza i bandi dell'IIC di Parigi e Barcellona, io ho tutti i requisiti tranne il voto di laurea che è 107 invece di 110....Trovo allucinante che si richieda ancora un voto di laurea, qualcuno di voi sa come ovviare questa clausola? O deve sempre rimanere in bocca quell'amara rassegnazione di un voto non all'altezza?

·   RISPOSTA:Cari colleghi, il suddetto problema avanzato dalla collega io lo conosco molto bene e mi sono spesso adoperato per farlo sapere agli organi competenti, invano finora. Anzi l'avevo riproposto anche nel mio libro di fine 2001: Insegnare, lavorare e studiare all'estero - guida per la destinazione a scuole, corsi di lingua italiana e istituti di cultura, edizioni Libronauta e che ora ho aggiornato in PDF al 2007. Vi riporto integralmente le pagine 157-158:"Successivamente con la legge 3/8/1998, n. 296, pubblicata sulla G.U. n. 193 del 20/8/1998 sono state introdotte alcune modifiche, per ciò che concerne il funzionamento e l’organizzazione dei Corsi di lingua e cultura italiane da parte degli Istituti. Tale provvedimento approvato dal Parlamento, che corrisponde, in buona sostanza, al contenuto di un disegno di legge che aveva presentato il governo nel 1997, interviene proprio su questi aspetti e rafforza da parte degli Istituti italiani di cultura, sia la possibilità di reclutamento di personale docente con contratto a termine, sia l’utilizzazione di personale docente di ruolo in servizio all’estero. In effetti il comma 3 dell’art. 1 offre la possibilità agli Istituti di avvalersi, per la realizzazione dei corsi di lingua italiana, di personale in possesso di laurea in Lettere con votazione non inferiore a 110/110, che abbia una buona conoscenza di una delle principali lingue straniere. Ebbene tutto ciò appare anacronistico perché riporta indietro di 30 anni quanto già previsto dai bandi di selezione del personale scolastico sia per le scuole che per i corsi ed i Lettorati di italiano nel mondo. In particolare contraddice quanto previsto dalla normativa del personale di ruolo, che è sempre stato rappresentato non solo dai docenti di Lettere ma anche da quelli di Lingue straniere con almeno un biennio di italiano nel loro corso di laurea, per di più senza prefigurazione di un punteggio di accesso fisso a 110/110 (che appare addirittura incostituzionale) e con la specifica dichiarazione che una delle maggiori lingue straniere conosciute e richieste per l’assunzione deve essere una di quelle previste dalle 4 aree linguistiche stabilite dallo stesso MAE (francese, inglese, spagnolo,tedesco). Il reclutamento avviene mediante pubblicazione sulla G.U. e la retribuzione di tale personale non può essere inferiore a quella corrisposta al personale supplente con analoga qualifica in servizio in Italia. Il contratto a termine, per la durata massima di un anno scolastico ed in base alla legge locale, viene stipulato dal Direttore di Istituto. Il comma 4 dell’art.1, invece, introduce la possibilità, peraltro prevista già dal D.M. 392, anche se in maniera molto parziale, di assegnare personale di ruolo in servizio all’estero anche alle istituzioni culturali per l’insegnamento nei corsi di lingua italiana; inoltre, “può essere destinato a tali funzioni anche il personale inserito nelle graduatorie permanenti per l’assegnazione alle istituzioni scolastiche all’estero, compreso quello proveniente dai corsi di cui all’art. 636 del T.U. 297/94”.

Considerazioni e proposte

Certamente positive sono le finalità della nuova norma, che mirano a potenziare gli strumenti di diffusione della lingua italiana da parte delle nostre istituzioni culturali all’estero ed a qualificare ancora meglio la loro azione; tuttavia sussistono questi problemi giuridici ed anacronistici che probabilmente sono sfuggiti agli estensori della legge 296/98 e che vanno in qualche modo modificati e sanati in quanto, si ripete, creerebbero delle ingiustificate differenze tra docenti di Lettere e Lingue straniere con titoli equivalenti e che a livello superiore non esistono. Infine si fa rilevare che, nonostante le necessità e le difficoltà operative di assumere docenti supplenti con laurea in Lettere con 110/110 in molti Paesi ed aree a rischio, non si è sinora attivato il dispositivo di inserimento di posti nei contingenti di ruolo del personale docente di Lettere e di Lingue straniere;ed anche questo non si capisce perché!"

Come potete ben vedere bisogna provare ad eliminare questo errore che io  ritengo incostituzionale e l'unico modo è quello di preparare una lettera-richiesta da sottoporre a più colleghi possibili per la firma e poi farla pervenire alle autorità parlamentari ed ai sindacati scuola nazionali affinché venga emendata e corretta la legge, 296/98. Distinti saluti a tutti, Antonio Panaccione, ITA.L.I. www.italianistica2.it 

Concorsi e Reclutamento degli Assistenti di italiano all'estero: solo attraverso il MIUR? Premesso che: 

  1. Gli Assistenti di italiano operano nelle scuole estere e non nelle Università

Sono riservati esclusivamente agli studenti laureandi in Lingue straniere della Comunità Europea. Il Bando di Selezione per l'anno scolastico 2003/04, di cui al Prot. 21650/INT/U04 del 10/12/2002, offre ad esempio 286 posti così distinti:- Austria n.18;- Belgio n. 5;- Francia  n. 189;- Irlanda n. 3;- Regno Unito n. 24;- Rep. Fed. di Germania n. 37;- Spagna n. 10.Negli ultimi anni il numero complessivo dei posti, seppur suscettibile di variazioni annuali, è in costante crescita e si prevede un consistente allargamento ad altre nazioni che sono entrate o stanno per entrare nell’Unione Europea. Per ulteriori informazioni e per un’approfondita conoscenza dei requisiti specifici, ci si può rivolgere periodicamente all’ex M.P.I.- Direzione Generale degli Scambi Culturali, (ora Dipartimento delle Relazioni Internazionali) Div. II e IV, 00153 Roma Tel. Centralino: 06/58491 o visitando i siti web del: a) M.I.U.R - Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica: www.istruzione.it/news/2002/assistenti_lingua_02.shtml, presso il quale si possono scaricare anche gli allegati moduli di domanda e l’intero bando; www.istruzione.it/news/2004/ass_lingua471.shtml (Bando dell'anno 2004, scaduto il 15 febbraio), oppure sul sito dell'Unione Europea, all’indirizzo web: http://europa.eu.int/comm/education/socrates/net-est.html (Estratto integrale dal testo: Antonio Panaccione- Italianistica e Italiano l2, Casa Editrice Anicia, Roma, 2004.

Insegnare nei CTP (Centri Territoriali Permanenti): i CTP sono costituiti all'interno di scuole pubbliche, quindi gli incarichi sono assegnati, in caso di posti vacanti, dai CSA (ex Provveditorati agli Studi); nel caso in cui il numero di ore sia 6 o meno, l'incarico è assegnato dal Preside, sulla base della graduatoria di circolo/istituto. I corsi di italiano a stranieri sono in genere assegnati ai maestri elementari con la dovuta esperienza professionale e titoli adeguati, oppure ai docenti di Lingue straniere della scuola media. Di fatto il personale che ci lavora è quello abilitato con i concorsi nazionali per l'insegnamento, ora con le scuole di specializzazione. Nel caso, ad esempio, che uno avesse ricevuto una proposta di cattedra per l'insegnamento delle materie letterarie per scuole medie e superiori, può optare di scegliere il centro territoriale (che dal punto di vista amministrativo è a tutti gli effetti una scuola media). Poiché il personale in servizio è sempre sottodimensionato, spesso i Centri Territoriali possono avviare delle collaborazioni con contratti di prestazione d'opera o simili con docenti esterni. Si consiglia pertanto di inviare il Proprio Curriculum ai CTP a Voi più vicini.

·    Domanda:sono laureata in lettere classiche, ho ottenuto l'abilitazione all'insegnamento frequentando la scuola si specializzazione all'insegnamento secondario (SISS) e negli ultimi due anni ho insegnato presso scuole statali superiori di II grado. Ho inoltre frequentato un master per per le funzioni internazionali oraganizzato dal MAE presso l'Università di Padova e ho conseguito il diploma CEDILS di didattica all'italiano per stranieri presso l'Università di Venezia. Le chiedo gentilmente informazioni relative al concorso per addetto culturale d'ambasciata: è prossimo o quando prevedibilmente sarà indetto? qual è a grandi linee la preparazione richiesta?

·   RISPOSTA: la risposta sarebbe troppo lunga ed articolata, ma dico solo che i titoli suddetti andavano bene, anzi benissimo, ma bisogna vedere poi la volontà politica del MInistero degli Affari esteri e del Governo al momento dell'indizione del nuovo bando (che per ora non si sa nulla). La cosa più difficile è dire qual'è la preparazione richiesta, visto che sono sempre diverse le prove tra scritti, orali e pratiche. Non vorrei continuare a fare pubblicità ai miei libri, ma credo che l'unico sinora in commercio sia proprio il mio "Addetto Culturale all'estero", Anicia, Roma 2002

 

Domande di Supplenze nelle scuole all'estero

Bandi di Selezione personale scolastico

Concorso Addetti Coordinatori Linguistici IIC

La ricerca delle Scuole di lingua in Italia e dei Corsi pre-Universitari

·      RISPOSTA 1 E 2: la ricerca di scuole private adeguate e/o più idonee al caso di ciascuno degli stranieri che si dovrà recare in Italia non risulta facile, prima perchè non tutte le scuole hanno un sito web o perchè non lo pubblicizzano. Possiamo solo dire che quelle che sono già inserite nella nostra banca dati sono e saranno sempre più a disposizione dei nostri visitatori, facendo anche menzione diretta di quelle di cui possiamo meglio fidarci per un rapporto qualità-prezzi. Si aggiunge e si precisa anche che, per gli studenti che verranno a frequentare corsi Universitari in Italia, oramai quasi tutte le grandi facoltà organizzano corsi differenziati di lingua italiana, di preparazione e di livello, necessari alla frequenza delle successive lezioni frontali: basta visitare i siti web delle stesse facoltà e /o dipartimenti.In tal senso un notevole aiuto può essere ricavato dalla visita della pagina dedicata ai Centri Linguistici di Facoltà.

La ricerca di Bibliografie e dati per Tesi e studi specifici

·   Domanda: Siccome io studio l'italiano, anzi sono al quarto anno e devo preparare la tesi sui dialetti italiani ti prego di aiutarmi in qualche modo. La mia tesi e' un lavoro sulla lessicografia, cioè lessico dialettale entrato nella lingua italiana standard. Per farti un esempio di ciò che si tratta: la parola "ciao" deriva dalla voce dialettale veneziana "schiavo"...Più di questo non so neanche io...

·   RISPOSTA: Nell'area Riservata, ovvero nello spazio dedicato a chi si iscrive ad ITA.L.I, è stata inserita anche la voce "Dialetti italiani", dove potrete attingere dati ed indicazioni di siti specifici.

·   Domanda: Da tempo studio i problemi della didattica dell'italiano come L2 e quest'anno dedicherò il mio corso all'italiano allo specchio, cioè a italianismi e neoitalianismi nelle varie lingue del mondo, per cui ho in preparazione un sito per raccogliere i dati in un vocabolario on line. Trovo utilissima la sua iniziativa.

·   RISPOSTA: Ai Colleghi, che ci inviano lettere simili o riguardanti temi di studi e specifiche pubblicazioni e ricerche, non solo siamo grati per le loro comunicazioni, ma saremmo felici di pubblicarle a loro nome, magari scambiando altri dati in modo sinergico e costruttivo. Creando un nuovo spazio all'uopo diretto e curato dai proponenti stessi, un tipo di rubrica "italiano allo specchio", oppure semplicemente collegando i dati con un link al sito online.

Certificazione linguistica di competenza in italiano

·    Domanda: in una  pagina del Vostro sito (CERTIFICAZIONE FINALE DI COMPETENZE NELLE LINGUE STRANIERE - http://www.italianlang.org/comunita'%20europea.htm) ho trovato una tabella che indica la collocazione delle varie certificazioni linguistiche rispetto allo schema europeo dei livelli di riferimento (A1, A2, ecc.). Potrebbe cortesemente farmi sapere qual e la fonte ufficiale di questo dato (esiste qualche documento ufficiale consultabile sul web)?

·   RISPOSTA: la tabella comparativa sulla certificazione linguistica nei paesi presi come riferimento è soltanto una nostra iniziativa per documentare come sia possibile e ricercare una via unitaria alla stessa certificazione almeno a livello comunitario. Non mi sembra che in tal senso ci sia qualcosa di ufficiale e comparativo in rete, ma garantiamo che le certificazioni suddette sono quelle ufficiali in Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania.

 Grazie per le visite, buon lavoro ed in bocca al lupo per coloro che vanno all'estero o si preparano ai specifici concorsi!

 Prof. Antonio Panaccione - Presidente ITA.L.I. Onlus www.italianistica2.it 

Si ricorda che sono uscite le uniche pubblicazioni specificatamente dedicate alla galassia delle scuole, istituti, Università, lingua e cultura italiana nel mondo, che troverete sempre aggiornate sulla Pagina Pubblicazione Edizioni Testi.

 Sulle pubblicazioni a cura del Centro Studi ITA.L.I.Onlus troverete "quasi" tutte le risposte circostanziate alle altre vostre possibili domande o dubbi!

SE NON TROVATE RISPOSTA TRA QUANTO FIN QUI ELENCATO, SCRIVETECI E COSI’ APPROFONDIREMO LA LISTA. Chi non vuol far apparire i propri dati è pregato di precisarlo nella lettera: Grazie!

 INSEGNARE/LAVORARE ALL'ESTERO come docente

to..

Per Cittadini Italiani

Di RUOLO NELLA SCUOLA (t.i.)

NON DI RUOLO (laureati o laureandi)

insegnare, svolgere le funzioni di Dirigenti scolastici e Personale non docente nelle scuole

fare domande di supplenze nelle scuole italiane all'estero

insegnare italiano nelle Università straniere (Lettore di Italiano)

insegnare italiano nelle Università straniere (Lettori con incarico privato/locale)

svolgere le funzioni di Addetto Culturale, Linguistico e Direttore degli Istituti italiani di Cultura (concorso e preparazione a parte)

MIUR-Dipartimento Relazioni internazionali: insegnare nelle Scuole Secondarie come Assistente di italiano

svolgere le funzioni di Addetto Scientifico nei Consolati ed Ambasciate italiane

insegnare italiano negli Istituti Italiani di Cultura all'estero

to..

Per STRANIERI IN Italia

Rivolgersi a/Visitare il sito:

insegnare Lingue nelle Università Italiane (Lettore di scambio)

Ministero Affari Esteri: DGPCC-Uff. I-V

Fare l'Assistente di Lingua straniera nelle scuole italiane

Biblioteca di Documentazione Pedagogica

STUDIARE/PERFEZIONARSI ALL'ESTERO

to..

Per Italiani

Rivolgersi a/Visitare il sito:

Borse Studio

Ministero Affari Esteri: DGPCC -Uff. VI

Scambi Erasmus

Ministero dell'Università/propria Università

to..

Per STRANIERI IN Italia

Rivolgersi a/Visitare i siti:

Corsi di Lingua Non Curricolari in scuole private 

Le migliori scuole private di lingua

Corsi di Lingua italiana nelle Università Incoming Erasmus students

Le Università italiane

Corsi di Lingua italiana anche a distanza

Consorzio ICoN (Italian Culture on Net)

Ricevere/Frequentare Borse di Studio

Ministero degli Affari Esteri: tramite le Rappresentanze diplomatiche italiane all'estero

Diploma Universitario in Italiano L2

Università per Stranieri di Perugia e di Siena

Laurea in Lingua e Cultura italiana L2

Specializzarsi in Lingua italiana L2 (Masters e Corsi di Perfezionamento per Docenti)

Università di Venezia, per Stranieri di Perugia, per Stranieri di Siena e di Roma Tre

Scambi di incarichi tra docenti stranieri

L' idea e' di scambiare incarichi simili, che funzionano benissimo perché si oltrepassano molte barriere burocratiche. Una persona viene qui ed insegna al posto mio e viceversa. Si tratta di corsi estivi intensivi di italiano come lingua straniera, della durata di circa due mesi. E' una bella esperienza perché si lavora in un ambiente simile ma diverso. Bisogna trovarsi un partner tra scuole o università straniere. 

a cura del Centro Studi Internazionale Onlus ITA.L.I.- www.italianistica2.it

realized by ITA.L.I International Study Centre ONG www.italianlang.org page last updated 29/09/2007