DOMANDE FREQUENTI sull'insegnamento all'estero
(FAQ-Frequently Asked Questions) - Preguntas más frecuentes
Pagine a cura del Centro Studi
Internazionale Onlus ITA.L.I.(Italianistica e Lingua Italiana nel Mondo)
www.italianlang.org
Prima di scriverci, per favore copiate, stampate e leggete attentamente quanto sin qui già riportato ed esplicitato. Poi integratele con i contenuti affini riportati nella altre due pagine: Italiano L1-L2 e Supplenze all'estero
Grazie per la preziosa collaborazione!
Domande, domande,
domande……….
E qual è la sua differenza con il master ITALS ed il certificato DITALS? Qual è il titolo migliore? In pratica, cosa bisogna fare per insegnare italiano a stranieri in Italia? Ed italiano a stranieri al di fuori dell'UE? Infatti ho letto che il master ITALS è riconosciuto dall'UE. E per insegnare italiano negli altri paesi quale titolo rende più appetibili? Dove è valido il DITALS?
Ecco una breve rassegna delle più diffuse domande e/o richieste pervenuteci da coloro che sono interessati ad Insegnare la Lingua e Cultura Italiana nel mondo (in Italia o all'estero)
Chiarimenti e precisazioni preliminari per studiare e/o lavorare all'estero:
Domanda: Vi scrivo per sapere se è possibile e come poter lavorare presso di voi come insegnante di italiano agli stranieri. Sono laureata in lettere classiche, orientamento filologico-linguistico, ho impartito lezioni di materie letterarie per 5 anni ed ho seguito un master in comunicazione e lavoro presso .....
RISPOSTA: Ricordo a tutti che ITA.L.I. è un Centro Studi Onlus online di puro volontariato culturale: non è una scuola, né dà o offre lavoro, dà corsi di lingua, non ha uffici e sedi altrove, nè rappresentiamo interessi di scuole private o altro simile. Noi viviamo del nostro lavoro di docenti, professori, ricercatori e dirigenti dello Stato italiano, cui ci onoriamo di appartenere e vogliamo, aspiriamo a dare solo servizi di informazioni, indirizzo, tutoraggio, formazione e aggiornamento professionale. Le vostre iscrizioni liberamente inviate tramite i suddetti previsti Moduli, sicuri e riservati (Anagrafe, Censimento e Simpatizzanti-Supportes) vanno ad arricchire il database dell'Osservatorio Permanente di Italiano Lingua Seconda o Straniera che realizzerà ricerca settoriale e specifica in modo da poter proporre il meglio per la nostra LiNGUA e Didattica, dando anche le opportune pubblicazioni di dati e contenuti nei limiti e nelle forme consentite dalla legge sulla Privacy. Aiutate la Nostra Permanente ricerca linguistica, letteraria e storica per diffondere la Lingua da Dante!
La Laurea, le Lauree: Quale?
Il
problema degli standard nei sistemi educativi e tra i sistemi educativi è un
nodo centrale che nell’Unione Europea si è cercato di risolvere privilegiando
la quantità, cioè gli anni di formazione che uno studente riceve. Da qui la
recente riforma universitaria in Italia: si è passati da un sistema con lauree
prevalentemente quadriennali (il tentativo di introduzione delle lauree brevi
triennali senza un riordino complessivo del sistema non aveva funzionato) a uno
su più livelli, con forte attenzione alla formazione permanente. Prima della
riforma chi voleva continuare gli studi universitari poteva iscriversi
nuovamente per conseguire una seconda laurea dello stesso livello. Oppure a
partire dalla prima metà degli anni ’80 poteva cercare di vincere uno dei
pochissimi posti a concorso per un dottorato di ricerca.
Ora
le cose sono cambiate. Si ragiona in termini di crediti formativi universitari
(ogni CFU equivale a 25 ore di lavoro, comprensive di ore di lezione e di
studio individuale), e la prima laurea dura tre anni (60 crediti
all’anno per un totale di 180 crediti), poi si accede alle lauree
specialistiche di due anni (120 crediti in totale) e quindi al dottorato
di ricerca (solitamente 3 anni e 120 crediti). Poi ci sono i master
di primo e secondo livello. A quelli di secondo
livello si può accedere se in possesso di laurea specialistica (3+2). I
master di uno o più anni di durata danno diritto a 60 crediti.
In
una fase transitoria come questa, in cui la riforma non è ancora a regime,
anche chi ha la vecchia laurea quadriennale può accedere al dottorato di
ricerca. Poi si vedrà, ma è certo che quantitativamente la nuova laurea
specialistica (3+2) offre un anno in più di formazione universitaria.
Questo
per arrivare a parlare dell’italiano L2 e LS. Non vi è classe di concorso per
Italiano L2 nelle scuole pubbliche, quindi chi insegna a bambini, ragazzi o
adulti nelle scuole o nei CTP può avere qualsiasi titolo e abilitazione
indispensabile per l’insegnamento in quell’ordine di scuole, ma non è
necessario un titolo specifico, purtroppo.
All’estero
il panorama è molto variegato, ma dobbiamo partire dal presupposto che in molti
paesi la suddivisione per livelli della formazione universitaria è qualcosa di
ben più consolidato rispetto alla situazione italiana. Così è sempre più
frequente trovare annunci, in particolare nelle università di paesi anglofoni,
ma non solo, in cui il dottorato di ricerca (PhD) è requisito indispensabile.
Che
tipo di percorso consigliare? La mia formazione e ciò che faccio mi portano a
considerare indispensabile una sana e robusta preparazione metodologica che un
corso di laurea in lingue e letterature straniere o in lettere non offre più.
Si tratta di prepararsi per insegnare una lingua straniera, o meglio
l’italiano a stranieri! Tuttavia la realtà di molti dipartimenti
universitari, dove nella maggior parte dei paesi vede ancora lo strapotere dei
letterati e tutto sommato la glottodidattica e l’insegnamento della lingua
sono relegati a un livello inferiore, si raccomanda di integrare la formazione
con esami e progetti specialistici (microtraduzione, ecc), tipo quelli
verificabili anche in rete web. Se a qualcuno interessa questo tema, che sto
presentando in maniera volutamente un po’ provocatoria, può andare a dare
un’occhiata in Internet ad esempio al programma dei vari convegni AATI, cioè
di un’associazione degli italianisti nordamericani per capire in che direzione
ci si sta movendo: in sostanza le sessioni dedicate all’insegnamento della
lingua durante i convegni non hanno certo la rilevanza di quelle dedicate alla
letteratura.
Quali
possibilità in Italia per formarsi dopo la laurea?
Innanzitutto
credo che chiunque voglia cercare di intraprendere questo tipo di percorso
professionale, per insegnare all’estero in particolare, debba munirsi di un
titolo superiore rispetto a quello della laurea (quadriennale) e continuare con
un master/scuola di specializzazione annuale/biennale che dà un titolo
culturale universitario (non un’inesistente abilitazione all’insegnamento
dell’italiano), oppure tentare la strada del dottorato di ricerca.
La
direzione in cui mi muoverei è quella della didattica dell’italiano e non
quella della lingua italiana o letteratura o cultura, temi peraltro affrontati
anche nei master/scuole di specializzazione in didattica.
Gli
altri certificati tipo Ditals o Cedils sono anch’essi titoli culturali ma non
hanno lo spessore di un master universitario. Tutto quanto fa riferimento
all’insegnamento dell’italiano in Italia passa attraverso il sistema
pubblico per le scuole e i CTP con le logiche dell’insegnamento nelle scuole
pubbliche; sulle scuole private di lingua o sui centri di formazione
provinciali, comunali, ecc., e anche sui centri linguistici delle università,
non ho molto da dire se non, in generale, che spesse volte non mi pare vi sia
uno standard di qualità che si cerca di mantenere basandosi sulla formazione e
i titoli degli insegnanti. Sicuramente, tuttavia, un giovane che ovviamente non
può avere grande esperienza lavorativa, ma che si presenta con un curriculum
con certe caratteristiche (titoli universitari specifici, certificazioni, corsi
d’aggiornamento, partecipazioni a convegni, articoli scritti, ecc.), credo
proprio che faccia un miglior effetto rispetto a chi invece può presentare solo
la laurea. Il resto è un po’ fortuna, voglia di tentare, disponibilità a una
vita almeno inizialmente piuttosto precaria, ecc.
Caro
collega, Amico/a,
Se
vuoi insegnare italiano in un'università o in un IIC è inutile che mandi il
tuo curriculum a tutti. Normalmente non ti rispondono. Per regola, in questi
casi, si invia il curriculum solo alle istituzioni che cercano un lettore e che
lo annunciano pubblicamente. Quanto alle certificazioni o alle varie
pubblicazioni, è importante sapere che non rappresentano una garanzia di
lavoro, ma sono comunque le carte giuste da giocare al momento opportuno (ormai
la laurea da sola non basta più).
Naturalmente,
in questo nuovo Mare Magnum globalizzato, dobbiamo
sempre augurarci un bel po' della fortuna ma, secondo me, è anche molto
importante riuscire a stabilire un contatto con gruppi di discussione nei quali
ci sia una buona circolazione delle informazioni giuste ed essenziali. Uno dei
canali attraverso cui cercare il lavoro, è proprio una lista di discussione
come dw-scuolait-mondo@yahoogroups.com;
lettori-it@yahoogroups.com; www.aiti.org
e similari, in cui vengono spesso inoltrate offerte di lavoro da parte di varie
università straniere. Quindi ... stay tuned!
Se
ti è stato detto che per insegnare italiano a stranieri in Italia c'è bisogno
di una scuola di specializzazione (ssis), la cosa è strana. Infatti
credo che le scuole di specializzazione siano per quelli che insegnano nelle
scuole secondarie pubbliche (media e superiore) e lì, mi sembra, non ci siano
corsi d'italiano per stranieri, credo. O, forse, ci si riferisce alla scuola di
specializzazione per italiano a stranieri dell'università di Siena e Perugia.
Concorsi e Reclutamento dei Lettori di italiano all'estero: solo attraverso il MAE?
Domanda1: Sono una neolaureata in Lettere Moderne. Per essere lettori all'estero (Spagna) bisogna aspettare il concorso bandito dal Ministero degli Esteri italiano o contattare le università e Istituti in loco? Domanda2: Sono una studentessa di Lingue e Letterature Straniere prossima alla Laurea. Il mio desiderio è quello di insegnare in Francia o in Europa. Vorrei sapere se la mia laurea sarà un titolo sufficiente.RISPOSTA: Per partecipare al concorso per andare all'estero a svolgere la funzione di Lettore tramite il concorso del Ministero degli Esteri, bisogna essere già Docente di ruolo in Italia indistintamente nella scuola media o superiore, laureato in Lettere e/o Lingue straniere con 2 esami di lingua italiana o Letteratura italiana (anche moderna e contemporanea), ovvero con il possesso di altri esami considerati equivalenti secondo la Tabella di omogeneità degli esami del M.P.I,che sono: Didattica della Lingua Italiana, Grammatica italiana, Linguistica italiana e Storia della lingua italiana (bastano anche due esami diversi purché tra quelli menzionati e riconosciuti). Per poter invece fare il Lettore con incarico locale bisogna rivolgersi direttamente alle Università straniere (no all'Istituto italiano di Cultura), inviando la domanda in forma bilingue corredata da analitico curriculum vitae, anch'esso anche in lingua locale o veicolare.Tutte le lauree umanistiche vanno bene, compresi i diplomi di Traduttori o Diplomi universitari triennali, tanto che l'accordo dovrà essere trovato con le necessità delle rispettive università straniere. Poiché continuano a pervenirci nuove e differenti domande su come andare ad insegnare all'estero, ho ritenuto di dover aggiornare ed approfondire più volte l'unico testo finora in pubblicazione dal 1996, e che ora è in vendita online dal sitoweb di ITA.L.I. oppure richiederlo o comprarlo c/o le librerie: Ancora di Monza Tel. 039-324745 fax 039-2301379, e-mail: libreria.monza@ancora-libri.it e Gerini di Cassino (FR) Tel 0776-22586 fax 0776-327296 oppure direttamente al Centro studi ITA.L.I. fax: 06-233237259 seguendo le istruzioni illustrate nella pagina Pubblicazioni Edizioni Testi.
Domanda: sono una studentessa di lingue e letterature straniere all'ultimo anno. ho scoperto solo da poco il vostro sito, di cui vi faccio i complimenti, e questa è già la seconda mail che vi mando. Ho già letto nelle vs risposte che requisito di base per insegnare italiano all'estero, è quello di aver sostenuto due esami di lingua e/o letteratura italiana o altri esami equipollenti secondo la tabella di omogeneità, fra i quali voi avete citato anche "didattica dell'italiano come L2". Il mio dubbio però sorge dal fatto che l'unica tabella di omogeneità che io sono riuscita a trovare, non indicava quest'ultimo insegnamento. vorrei delle precisazioni al riguardo quindi vi pongo una domanda precisa: premettendo che io ho già dato un esame di letteratura italiana, se sostengo ancora un esame di didattica dell'italiano, sono in regola con i requisiti o devo dare necessariamente due annualità dello stesso insegnamento? Vi prego di rispondermi al più presto perché sto seguendo i corsi dell'ultimo anno e non vorrei perder tempo inutile!
RISPOSTA:questa è la situazione attuale italiana (2007) per insegnare italiano come docente di ruolo all'estero, sia nelle scuole che nelle università straniere. E' un estratto integrale di un mio libro. Approfitto però per dirti che ti consiglio, se puoi, di portare a 3 gli esami utili di italiano (che possono essere anche diversificati e non biennali) perché da quanto ne so io, prima o poi porteranno a 3 gli esami minimi richiesti. Didattica dell'Italiano è ora considerato un esame necessario per italiano L2 a stranieri ma non per accedere al concorso riservato ai docenti italiani di ruolo laureati in lingue straniere; infatti il Bando così recita: "i docenti di ruolo in Italia laureati in lingue e letterature straniere o di altre discipline umanistiche, purché docenti di ruolo (ora a tempo indeterminato) in servizio e titolari delle discipline afferenti alle materie letterarie o delle lingue straniere moderne, ma con un biennio minimo di italiano nel proprio curriculum studiorum, secondo l’attuale tabella ministeriale che comprende letteratura italiana, lingua, didattica, grammatica, linguistica e storia della lingua italiana"(bastano anche due esami diversi purché tra quelli menzionati e riconosciuti).
La cronistoria dei 2 esami di Italiano validi
· Domanda1: Qualche
mese fa ho acquistato i suoi libri via internet e li ho trovati molto
interessanti. Quest'anno, anche grazie ai suoi preziosi suggerimenti, tornerò
all'università per sostenere 2 esami di corsi unici, per poter partecipare al
prossimo concorso. Mi chiedevo se anche storia del cinema italiano può
valere come materia d'italianistica ai fini del concorso, e, soprattutto, se le
materie semestrali hanno la stessa validità delle vecchie annuali (d'altra
parte ormai tutte le lauree sono triennali e con insegnamenti semestrali).
RISPOSTA:purtroppo
storia del Cinema italiano non vale ancora come esame utile per i 2 esami minimi
previsti in tabella Ministeriale. Per quanto riguarda invece il numero di
crediti minimi o la semestralità utile alla valutazione di una materia piena,
debbo confermarti che finora non ho trovato una soluzione certa a codesta
interpretazione e debbo informarmi anch'io perchè la posizione del MAE non è
stata ancora "ufficialmente" chiarita in merito.
· Domanda2:
Sono laureata in Lingue e
Letterature Straniere senza la biennalizzazione della
Lingua Italiana. Ho partecipato e superato il recente
concorso del Mae nel dicembre del 2006 per la
graduatoria 007 e non per 003. Nel frattempo come da
suo consiglio ho seguito e superato presso l’Università di Urbino tre esami
singoli di Letteratura Italiana: Letteratura Italiana I
Letteratura Italiana II Prova scritta
Navigando tra i vari siti, anche delle università, ho scoperto che il Miur con la direttiva n 540 del 15/03/2005 stabilisce che si ritengono corsi annuali quelli con il superamento di 12 CFU, semestrali quelli con il superamento di 6 CFU. Si deduce percio’ che per superare due esami biennali di Italiano o forse
tre come Lei consiglia, sono necessari 24 crediti, o 36. Tutte le università riportano il numero di crediti vicino all’esame superato.
Mi permetto di chiederLe allora:
La direttiva del Miur vale anche per il Mae? Vale la pena, visto lo sforzo che comporta con questo frazionamento degli esami, continuare in questa ricerca della biennalizzazione?
RISPOSTA: Sì che vale la pena, altrimenti non potreste mai avere i requisiti per fare i Lettori di italiano all'estero, cosa che invece reputo molto positivo soprattutto per i docenti di Lingue Straniere. Ora, alla data di settembre 2007 ed a fine concorso appena ultimato, pur confermando quanto detto nella precedente domanda n.1, aggiungo e preciso che, da fonti attendibili del MAE, non è stata ancora applicata la direttiva MIUR n. 540. Infatti nessun docente che ha aggiunto successivamente alla Sua Laurea uno degli esami da Lei riportati, è stato attualmente escluso dalla Selezione e dalla graduatoria. Questa è una bella notizia e conquista, anche se credo bisognerà regolamentare meglio le convalide per il prossimo triennio. Se per ora però è andata così bene, vuol dire che pochi hanno seguito i miei consigli e quindi non hanno creato problemi di interpretazione restrittiva ai Dirigenti Ministeriali del MAE preposti al Concorso. Quindi bisogna seguire a fare esami integrativi di italiano, magari arrivando a 12 crediti per ciascuno di essi.
· Domanda: Esistono università straniere che assumono lettori di italiano tramite
selezione e contratto locale, prescindendo cioè dal reclutamento attraverso il
MAE?
L'accesso a posti di lettorato tramite la forma di reclutamento
"ufficiale" del MAE, mi è precluso, non essendo infatti insegnante di
ruolo in Italia.
· RISPOSTA: non esiste un elenco così accurato e completo delle scuole ed università straniere con l'insegnamento dell'italiano, diviso per aree e lingue ed è per questo motivo che è nata ITA.L.I., ci vogliono ancora molti dati ed informazioni per portare avanti questo grande progetto. I dati e gli indirizzi, sempre più aggiornati e completi sono comunque già sul sito (Area Riservata). Per insegnare italiano come Lettore nelle università straniere, con un incarico diretto e senza concorso pubblico, bisogna inviare una regolare domanda, corredata da un analitico e dettagliato Curriculum vitae et studiorum (in forma bilingue) direttamente alle università straniere, facoltà di lingue e letterature straniere, dipartimento o sezione di italiano.
· Domanda: Sono un laureato in Lingua e Letteratura spagnola e il mio sogno sarebbe quello di andare a insegnare italiano nella Penisola Iberica, dove tra l'altro ho trascorso 6 mesi con l'Erasmus. A chi devo rivolgermi per avere informazioni in merito? Vorrei inoltre sapere come fare per insegnare all'Istituto di Lingua Italiana Dante Alighieri di Madrid o Barcellona.
· RISPOSTA: Essere di ruolo nelle scuole italiane, con almeno un biennio di italiano nel proprio curriculum di laurea, serve solo per partecipare al concorso/selezione del MAE-MPI, mentre per gli altri casi tutto dipende dalla domanda e dall'offerta per il Paese ed il Dipartimento in questione: quindi rivolgetevi direttamente alle Università straniere. La stessa cosa vale per presentare domanda presso gli Istituti Italiani di Cultura all'estero, le Scuole italiane all'estero, le filiali della Dante Alighieri e le sedi dell'Unione Latina.
· Domanda:sono una studentessa di Lingue e Letterature Straniere prossima alla laurea. Il mio desiderio è quello di insegnare italiano in Francia. Vorrei sapere se la mia laurea sarà un titolo sufficiente e quali concorsi devo passare.
· RISPOSTA: ricordo che per insegnare italiano all'estero non basta la sola laurea in lingue e letterature straniere, ma ci vogliono almeno 2 esami di italiano superati nel proprio corso di laurea, e con un concorso nazionale che in Italia si fa ogni 3 anni se di ruolo, oppure qualsiasi altra laurea umanistica che risponda alle esigenze delle varie facoltà e dipartimenti, che cambiano notevolmente non solo da Paese a Paese, ma anche da città a città, sede a sede. Sempre più spesso oramai si cercano specialisti in settori della lingua, cultura e letteratura italiana (Storici, medievalisti, linguisti, esperti di letteratura comparata, dantisti e così via).
· Domanda:sono una studentessa universitaria e mi piacerebbe sapere se per insegnare italiano all'estero c'è un limite d'età.
· RISPOSTA: Si precisa che i limiti di età in Italia ci sono solo per partecipare ai concorsi pubblici di primo impiego (45 anni) e per andare all'estero non bisogna stare a meno di 5 anni dall'età pensionabile. Mentre per insegnare all'estero con incarico locale e privato non ci sono limiti di età. Anzi, molti docenti, dirigenti ed altro personale scolastico, una volta andati in pensioni si mettono a lavorare privatamente in Paesi stranieri, per contribuire alla diffusione della lingua e cultura italiana oltre che per mantenersi efficienti ed interessati ad attività culturali e gratificanti.
· Domanda: Sono laureato in
filosofia (110/110) da circa un anno e il mio obbiettivo è sempre stato
l'insegnamento. Nei primi di luglio ho fatto domanda di insegnamento (supplenze
temporanee) direttamente ai presidi di vari istituti non essendo in possesso dell'abilitazione. La prospettiva di insegnare
italiano a stranieri è enormemente stimolante ma non so se con la mia laurea
ciò potrà avvenire. Tra gli esami di profitto previsti dal mio piano di studi,
ho sostenuto due annualità di Letteratura italiana, due esami di Storia
(moderna e
contemporanea) oltre che gli esami caratterizzanti il corso di laurea in
filosofia. Conosco discretamente il francese e sto imparando l'inglese. La
laurea in mio
possesso è titolata all'insegnamento di italiano a stranieri?
· RISPOSTA: la risposta non è facile perché bisognerebbe rifare un pò la storia dei concorsi MAE. Fino a qualche anno fa un laureato in Filosofia, che si abilitava in materie letterarie e le insegnava come docente di ruolo, poteva partecipare a tutti e tre le figure all'estero da sempre riservate ai docenti di lettere e cioè: insegnante nelle scuole italiane all'estero, insegnante nei Corsi di italiano e lettore nelle università. Ora non è più così e quindi il laureato in filosofia, che è titolare di storia e filosofia può partecipare a questa classe di concorso per l'estero solo per i licei, ma non può più partecipare alle altre due funzioni. Per quanto riguarda invece l'insegnamento privato, sia nelle scuole, che nelle università che in altri enti, non ci sono problemi tecnici, professionali o giuridici: ma tutto dipende dalla domanda e dall'offerta, e trovare chi sta cercando qualcosa di simile.
· Domanda: sono una studentessa in lingue e letterature straniere prossima alla laurea. Mi piacerebbe insegnare all'estero, ma non ho la biennalizzazione dell'esame di italiano in quanto all'università di Lecce é stata tolta da tre anni. Comunque, il programma di letteratura italiana dell'università di Lecce, prevede lo studio di tutta la letteratura italiana (anche gli autori minori) dalle origini al novecento, metrica e Dante, in un unico esame. Non sarebbe la stessa cosa?E se si potesse dimostrare con una certificazione che il programma di italiano é stato svolto tutto in un unico esame?
· RISPOSTA: No, perché l'esame è sempre uno e ne servono due. Ma ho già scritto e lo ripeto: ora dopo la laurea ci si può iscrivere nuovamente a qualunque facoltà per conseguire anche un solo esame. Perciò bisogna affrettarsi a farlo ed averlo al momento che si partecipa al concorso come docente di ruolo. Il biennio non è necessario ed obbligatorio per gli incarichi privati, serve comunque anche per le domande di supplenze nelle scuole italiane all'estero, dove valgono le stesse regole metropolitane. Ricordo ancora che oltre ad italiano e/o letteratura italiana, sono ad essi equivalenti gli esami di:Didattica della Lingua Italiana, Grammatica italiana, Linguistica italiana e Storia della lingua italiana.
Domanda INTEGRATIVA:
Mi domando allora a questo punto: deve essere un biennio della stessa materia (e quindi,per es.,grammatica1 e grammatica2 o storia della lingua italiana 1 e SLItaliana 2) o possono essere anche due esami diversi ma riguardanti lo stesso campo di italianistica? (e penso per esempio al mio caso con Letteratura Italiana e Lingua Italiana o a Grammatica e Linguistica Italiana).
RISPOSTA: bastano anche due esami diversi purché tra quelli menzionati e riconosciuti dalla Tabella Ministeriale (uno di Grammatica ed uno di letteratura e così via).
· Domanda:sono laureato in lingue e letterature straniere moderne e vorrei diventare lettore di italiano all'estero; poiché non ho il biennio di letteratura italiana (ho biennalizzato Storia della critica letteraria italiana) contatterò direttamente i dipartimenti di filologia romanza di alcune università spagnole e ungheresi, secondo la procedura letta nel Suo sito. A tale proposito Le chiedo: esistono dei modelli o prestampati della domanda bilingue? In caso affermativo, dove posso trovarli?
· RISPOSTA: Non so dove hai letto sul mio sito la cosa, ma quanto fin qui asserito sulla procedura di conseguimento del 2° esame di Italiano valido per l'accesso ai concorsi per docenti di ruolo all'estero, si riferisce sempre e solo per le Università italiane. Per quelle straniere che pure effettuano Corsi, esami e materie affini, la cosa si fa molto più difficile perché tale equipollenza tra Stati stranieri e Italia attualmente non è stata ancora applicata.
· Domanda: sono un insegnante al terzo anno di ruolo; ho insegnato per 2 anni nella scuola elementare e, avendo ottenuto il passaggio nella scuola superiore, attualmente insegno francese in un Istituto professionale. Avrei bisogno di alcune informazioni riguardo la possibilità di insegnare all’estero, in particolare in Francia, sia nei diversi ordini di scuola (sono in possesso anche dell’abilitazione scuola materna, elementare e inglese per scuola media inferiore e superiore) sia come lettrice di italiano presso le università.
· RISPOSTA: Tutto quello che hai fatto o insegnato prima non conta più: Ora appartieni ai ruoli degli Insegnanti di Lingue straniere e puoi insegnare solo il Francese o l'Italiano se fornita del solito necessario biennio di esami di italiano.
· Domanda:sono un'insegnante di lettere, sono precaria ed insegno in trentino da due anni: la mie materie sono italiano, storia ed eventualmente latino; cl.a050, a043, a051. Vorrei sapere come muovermi qualora volessi fare domanda per andare ad insegnare all'estero.
RISPOSTA:finché sei precaria non puoi fare molto: cioè non puoi partecipare ai Concorsi Ufficiali, ma solo fare domande alle varie scuole e università privatamente o chiedere supplenze, senza installare perciò alcun rapporto di collocamento fuori ruolo all'estero, proprio perché non sei di RUOLO in territorio metropolitano.
· Domanda: Sono una ragazza di 29 anni, sono prossima a laurearmi in Lingue e Letterature Straniere all'Università di Pisa. Il mio piano di studi prevedeva un solo esame di Lingua e Letteratura Italiana, sarà impossibile per me insegnare italiano all'estero? Quali strade mi consigliate di seguire? Purtroppo non ho più tempo utile prima della laurea per sostenere un ulteriore esame di italiano. Non potrò partecipare al concorso MAE-MPI?
· RISPOSTA: Intanto in bocca al lupo per terminare i tuoi studi e poi avviarti al lavoro o ai concorsi per diventare docente di ruolo. Come sai tutto ciò non si fa in poco tempo perché per diventare docente di ruolo bisogna prendersi prima l'abilitazione, poi avere uno o più incarichi annuali o vincere un concorso a cattedre. Quindi hai tutto il tempo per fare almeno un altro esame di italiano, di letteratura o quelli equivalenti per per poi partecipare (quando sei già docente di ruolo di lettere o di lingue) ai concorsi del MAE-MPI. Perché se non hai almeno un biennio non hai i requisiti: ma gli esami ora si possono prendere sempre, basta re-iscriversi all'università dopo aver conseguito la prima laurea. Se invece vuoi provare ad insegnare privatamente italiano all'estero, per questo non ci sono requisiti fissi: tutto dipende dalla domanda e dall'offerta dei vari paesi stranieri.
· Domanda:Sono una maestra di scuola elementare, assunta con contratto a tempo indeterminato. Sono anche laureanda in Lingue e Letterature straniere (francese e spagnolo) ed ho insegnato l'italiano a studenti stranieri, ma sempre con contratti di brevissima durata. Vorrei sapere se e come, in qualità di insegnante elementare e, in seguito, laureata in lingue, ho la possibilità di insegnare la lingua italiana.
· RISPOSTA: Può partecipare solo al concorso per docenti di scuola elementare.
· Domanda: Sono una neo laureata in lingue e letterature straniere moderne con la conoscenza approfondita del francese e dello spagnolo. Sono da mesi alla ricerca di bandi di concorso o richieste da parte di università straniere per poter diventare lettrice di lingua italiana. I concorsi che propone il Ministero degli Esteri Italiano è rivolto solo a studenti universitari non laureati. Potete gentilmente aiutarmi in questa disperata ricerca. Grazie! Allego il mio curriculum con i miei recapiti.
· RISPOSTA:Il Concorso del Ministero degli Esteri è solo per docenti di ruolo; quello per laureandi in Lingue è solo per gli Assistenti di italiano nelle scuole. I Vostri Curriculum Vitae non dovete inviarli a noi di ITA.L.I., ma alle specifiche scuole ed università private!
IL PROBLEMA DEL 110/110 PER GLI INCARICHI NEGLI ISTITUTI iTALIANI DI CULTURA ALL'ESTERO
Domanda: leggo con tristezza i bandi dell'IIC di Parigi e Barcellona, io ho tutti i requisiti tranne il voto di laurea che è 107 invece di 110....Trovo allucinante che si richieda ancora un voto di laurea, qualcuno di voi sa come ovviare questa clausola? O deve sempre rimanere in bocca quell'amara rassegnazione di un voto non all'altezza?
· RISPOSTA:Cari colleghi, il suddetto problema avanzato dalla collega io lo conosco molto bene e mi sono spesso adoperato per farlo sapere agli organi competenti, invano finora. Anzi l'avevo riproposto anche nel mio libro di fine 2001: Insegnare, lavorare e studiare all'estero - guida per la destinazione a scuole, corsi di lingua italiana e istituti di cultura, edizioni Libronauta e che ora ho aggiornato in PDF al 2007. Vi riporto integralmente le pagine 157-158:"Successivamente con la legge 3/8/1998, n. 296, pubblicata sulla G.U. n. 193 del 20/8/1998 sono state introdotte alcune modifiche, per ciò che concerne il funzionamento e l’organizzazione dei Corsi di lingua e cultura italiane da parte degli Istituti. Tale provvedimento approvato dal Parlamento, che corrisponde, in buona sostanza, al contenuto di un disegno di legge che aveva presentato il governo nel 1997, interviene proprio su questi aspetti e rafforza da parte degli Istituti italiani di cultura, sia la possibilità di reclutamento di personale docente con contratto a termine, sia l’utilizzazione di personale docente di ruolo in servizio all’estero. In effetti il comma 3 dell’art. 1 offre la possibilità agli Istituti di avvalersi, per la realizzazione dei corsi di lingua italiana, di personale in possesso di laurea in Lettere con votazione non inferiore a 110/110, che abbia una buona conoscenza di una delle principali lingue straniere. Ebbene tutto ciò appare anacronistico perché riporta indietro di 30 anni quanto già previsto dai bandi di selezione del personale scolastico sia per le scuole che per i corsi ed i Lettorati di italiano nel mondo. In particolare contraddice quanto previsto dalla normativa del personale di ruolo, che è sempre stato rappresentato non solo dai docenti di Lettere ma anche da quelli di Lingue straniere con almeno un biennio di italiano nel loro corso di laurea, per di più senza prefigurazione di un punteggio di accesso fisso a 110/110 (che appare addirittura incostituzionale) e con la specifica dichiarazione che una delle maggiori lingue straniere conosciute e richieste per l’assunzione deve essere una di quelle previste dalle 4 aree linguistiche stabilite dallo stesso MAE (francese, inglese, spagnolo,tedesco). Il reclutamento avviene mediante pubblicazione sulla G.U. e la retribuzione di tale personale non può essere inferiore a quella corrisposta al personale supplente con analoga qualifica in servizio in Italia. Il contratto a termine, per la durata massima di un anno scolastico ed in base alla legge locale, viene stipulato dal Direttore di Istituto. Il comma 4 dell’art.1, invece, introduce la possibilità, peraltro prevista già dal D.M. 392, anche se in maniera molto parziale, di assegnare personale di ruolo in servizio all’estero anche alle istituzioni culturali per l’insegnamento nei corsi di lingua italiana; inoltre, “può essere destinato a tali funzioni anche il personale inserito nelle graduatorie permanenti per l’assegnazione alle istituzioni scolastiche all’estero, compreso quello proveniente dai corsi di cui all’art. 636 del T.U. 297/94”.
Considerazioni e proposte
Certamente positive sono le finalità della nuova norma, che mirano a potenziare gli strumenti di diffusione della lingua italiana da parte delle nostre istituzioni culturali all’estero ed a qualificare ancora meglio la loro azione; tuttavia sussistono questi problemi giuridici ed anacronistici che probabilmente sono sfuggiti agli estensori della legge 296/98 e che vanno in qualche modo modificati e sanati in quanto, si ripete, creerebbero delle ingiustificate differenze tra docenti di Lettere e Lingue straniere
con titoli equivalenti e che a livello superiore non esistono. Infine si fa rilevare che, nonostante le necessità e le difficoltà operative di assumere docenti supplenti con laurea in Lettere con 110/110 in molti Paesi ed aree a rischio, non si è sinora attivato il dispositivo di inserimento di posti nei contingenti di ruolo del personale docente di Lettere e di Lingue straniere;ed anche questo non si capisce perché!"Come potete ben vedere bisogna provare ad eliminare questo errore che io
ritengo incostituzionale e l'unico modo è quello di preparare una lettera-richiesta da sottoporre a più colleghi possibili per la firma e poi farla pervenire alle autorità parlamentari ed ai sindacati scuola nazionali affinché venga emendata e corretta la legge, 296/98. Distinti saluti a tutti, Antonio Panaccione, ITA.L.I. www.italianistica2.itConcorsi e Reclutamento degli Assistenti di italiano all'estero: solo attraverso il MIUR? Premesso che:
Gli Assistenti di italiano operano nelle scuole estere e non nelle Università
Sono riservati esclusivamente agli studenti laureandi in Lingue straniere della Comunità Europea. Il Bando di Selezione per l'anno scolastico 2003/04, di cui al Prot. 21650/INT/U04 del 10/12/2002, offre ad esempio 286 posti così distinti:- Austria n.18;- Belgio n. 5;- Francia n. 189;- Irlanda n. 3;- Regno Unito n. 24;- Rep. Fed. di Germania n. 37;- Spagna n. 10.Negli ultimi anni il numero complessivo dei posti, seppur suscettibile di variazioni annuali, è in costante crescita e si prevede un consistente allargamento ad altre nazioni che sono entrate o stanno per entrare nell’Unione Europea. Per ulteriori informazioni e per un’approfondita conoscenza dei requisiti specifici, ci si può rivolgere periodicamente all’ex M.P.I.- Direzione Generale degli Scambi Culturali, (ora Dipartimento delle Relazioni Internazionali) Div. II e IV, 00153 Roma Tel. Centralino: 06/58491 o visitando i siti web del: a) M.I.U.R - Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca scientifica: www.istruzione.it/news/2002/assistenti_lingua_02.shtml, presso il quale si possono scaricare anche gli allegati moduli di domanda e l’intero bando; www.istruzione.it/news/2004/ass_lingua471.shtml (Bando dell'anno 2004, scaduto il 15 febbraio), oppure sul sito dell'Unione Europea, all’indirizzo web: http://europa.eu.int/comm/education/socrates/net-est.html (Estratto integrale dal testo: Antonio Panaccione- Italianistica e Italiano l2, Casa Editrice Anicia, Roma, 2004.
Insegnare nei CTP (Centri Territoriali Permanenti): i CTP sono costituiti all'interno di scuole pubbliche, quindi gli incarichi sono assegnati, in caso di posti vacanti, dai CSA (ex Provveditorati agli Studi); nel caso in cui il numero di ore sia 6 o meno, l'incarico è assegnato dal Preside, sulla base della graduatoria di circolo/istituto. I corsi di italiano a stranieri sono in genere assegnati ai maestri elementari con la dovuta esperienza professionale e titoli adeguati, oppure ai docenti di Lingue straniere della scuola media. Di fatto il personale che ci lavora è quello abilitato con i concorsi nazionali per l'insegnamento, ora con le scuole di specializzazione. Nel caso, ad esempio, che uno avesse ricevuto una proposta di cattedra per l'insegnamento delle materie letterarie per scuole medie e superiori, può optare di scegliere il centro territoriale (che dal punto di vista amministrativo è a tutti gli effetti una scuola media). Poiché il personale in servizio è sempre sottodimensionato, spesso i Centri Territoriali possono avviare delle collaborazioni con contratti di prestazione d'opera o simili con docenti esterni. Si consiglia pertanto di inviare il Proprio Curriculum ai CTP a Voi più vicini.
INFORMAZIONE PER CONCORSI PER ADDETTI CULTURALI PRESSO GLI ISTITUTI ITALIANI DI CULTURA ALL'ESTERO
· Domanda:sono laureata in lettere classiche, ho ottenuto l'abilitazione all'insegnamento frequentando la scuola si specializzazione all'insegnamento secondario (SISS) e negli ultimi due anni ho insegnato presso scuole statali superiori di II grado. Ho inoltre frequentato un master per per le funzioni internazionali oraganizzato dal MAE presso l'Università di Padova e ho conseguito il diploma CEDILS di didattica all'italiano per stranieri presso l'Università di Venezia. Le chiedo gentilmente informazioni relative al concorso per addetto
culturale d'ambasciata: è prossimo o quando prevedibilmente sarà indetto? qual è a grandi linee la preparazione richiesta?· RISPOSTA: la risposta sarebbe troppo lunga ed articolata, ma dico solo che i titoli suddetti andavano bene, anzi benissimo, ma bisogna vedere poi la volontà politica del MInistero degli Affari esteri e del Governo al momento dell'indizione del nuovo bando (che per ora non si sa nulla). La cosa più difficile è dire qual'è la preparazione richiesta, visto che sono sempre diverse le prove tra scritti, orali e pratiche. Non vorrei continuare a fare pubblicità ai miei libri, ma credo che l'unico sinora in commercio sia proprio il mio "Addetto Culturale all'estero", Anicia, Roma 2002
Domande di Supplenze nelle scuole all'estero
Bandi di Selezione personale scolastico
Concorso Addetti Coordinatori Linguistici IIC
La ricerca delle Scuole di lingua in Italia e dei Corsi pre-Universitari
· RISPOSTA 1 E 2: la ricerca di scuole private adeguate e/o più idonee al caso di ciascuno degli stranieri che si dovrà recare in Italia non risulta facile, prima perchè non tutte le scuole hanno un sito web o perchè non lo pubblicizzano. Possiamo solo dire che quelle che sono già inserite nella nostra banca dati sono e saranno sempre più a disposizione dei nostri visitatori, facendo anche menzione diretta di quelle di cui possiamo meglio fidarci per un rapporto qualità-prezzi. Si aggiunge e si precisa anche che, per gli studenti che verranno a frequentare corsi Universitari in Italia, oramai quasi tutte le grandi facoltà organizzano corsi differenziati di lingua italiana, di preparazione e di livello, necessari alla frequenza delle successive lezioni frontali: basta visitare i siti web delle stesse facoltà e /o dipartimenti.In tal senso un notevole aiuto può essere ricavato dalla visita della pagina dedicata ai Centri Linguistici di Facoltà.
La
ricerca di Bibliografie e dati per Tesi e studi specifici
· Domanda: Siccome io studio l'italiano, anzi sono al quarto anno e devo preparare la
tesi sui dialetti italiani ti prego di aiutarmi in qualche modo. La mia tesi e'
un lavoro sulla lessicografia, cioè lessico dialettale entrato nella lingua
italiana standard. Per farti un esempio di ciò che si tratta: la parola
"ciao" deriva dalla voce dialettale veneziana
"schiavo"...Più di questo non so neanche io...
· RISPOSTA: Nell'area Riservata, ovvero nello spazio dedicato a chi si iscrive ad
ITA.L.I, è stata inserita anche la voce "Dialetti italiani", dove
potrete attingere dati ed indicazioni di siti specifici.
· Domanda: Da tempo studio i problemi della didattica dell'italiano come L2 e quest'anno
dedicherò il mio corso all'italiano allo specchio, cioè a italianismi e
neoitalianismi nelle varie lingue del mondo, per cui ho in preparazione un sito
per raccogliere i dati in un vocabolario on line. Trovo utilissima la sua
iniziativa.
· RISPOSTA: Ai Colleghi, che ci inviano lettere simili o riguardanti temi di studi e
specifiche pubblicazioni e ricerche, non solo siamo grati per le loro
comunicazioni, ma saremmo felici di pubblicarle a loro nome, magari scambiando
altri dati in modo sinergico e costruttivo. Creando un nuovo spazio all'uopo
diretto e curato dai proponenti stessi, un tipo di rubrica "italiano allo
specchio", oppure semplicemente collegando i dati con un link al sito
online.
Domanda: Sono italiana e vivo a Marsiglia. Ho una laurea in lingue e letterature straniere e da quando sono arrivata il mio obiettivo è stato quello di insegnare l'italiano. Fino ad ora non sono riuscita ad inserirmi in nessuna istituzione scolastica, però insegno privatamente e collaboro con un'agenzia che propone corsi individuali di lingue. Inoltre, dal prossimo mese di settembre, terrò corsi presso un'associazione italiana di un piccolo comune vicino Marsiglia. Sarei felice di poter collaborare col suo Centro Studi e spero, in futuro, di essere utile proponendole mie eventuali idee o progetti. Per il momento mi limito a chiederle alcune informazione, sicura che potrà rispondermi in modo esauriente. Da qualche tempo sono venuta a conoscenza dell'esistenza di una Certificazione in didattica dell'italiano come lingua straniera (DITALS) rilasciata dall'Università di Siena; ebbene, il mio problema riguarda la preparazione: dove prepararsi e a chi rivolgersi all'estero? La ringrazio fin d'ora per l'attenzione che vorrà prestare alla mia richiesta e mi auguro che la Comunità Virtuale da lei creata possa crescere quanto più possibile. A presto e ancora complimenti.
RISPOSTA: Per collaborare con ITA.L.I. basta la buona
volontà, ma consiglio prima di visitare tutte le pagine del sito per vedere
cosa è già presente e poi proporre la rubrica che più interessa. Una sola
cosa si ricorda: che questo è un sito di volontariato e finora non si sono
visti né sponsor né finanziamenti che possano alleviare il lavoro e le
spese correnti. Per la domanda relativa alla Certificazione DITALS e CILS di
Perugia, come pure per la CELI di Siena, si fa presente che le suddette sono
titoli necessari per i docenti stranieri che vogliono insegnare italiano
come L2 o che vogliono iscriversi ad università italiane e non
certificazioni per docenti italiani, per cui bastano le nostre lauree di cui
sopra. Chi, come studente straniero si vuol sottoporre ai test per
conseguire la certificazione linguistica di competenza in italiano è
pregato di rivolgersi alle sedi autorizzate ed abilitate per legge, cioè le
varie succursali della Dante Alighieri, le Università per stranieri, gli
Istituti Italiani di Cultura che per legge ed accordi rappresentano e
diffondono all'estero la certificazione italiana come L2 ed ora anche le
Università del nuovo Consorzio ICoN (Italian Culture on Net).
· Domanda: in una pagina del Vostro sito (CERTIFICAZIONE FINALE DI COMPETENZE NELLE LINGUE STRANIERE - http://www.italianlang.org/comunita'%20europea.htm) ho trovato una tabella che indica la collocazione delle varie certificazioni linguistiche rispetto allo schema europeo dei livelli di riferimento (A1, A2, ecc.). Potrebbe cortesemente farmi sapere qual e la fonte ufficiale di questo dato (esiste qualche documento ufficiale consultabile sul web)?
· RISPOSTA: la tabella comparativa sulla certificazione linguistica nei paesi presi come riferimento è soltanto una nostra iniziativa per documentare come sia possibile e ricercare una via unitaria alla stessa certificazione almeno a livello comunitario. Non mi sembra che in tal senso ci sia qualcosa di ufficiale e comparativo in rete, ma garantiamo che le certificazioni suddette sono quelle ufficiali in Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania.
Grazie per le visite, buon lavoro ed in bocca al lupo per coloro che vanno all'estero o si preparano ai specifici concorsi!
Prof.
Antonio
Panaccione - Presidente ITA.L.I.
Si ricorda che sono uscite le uniche pubblicazioni specificatamente dedicate alla galassia delle scuole, istituti, Università, lingua e cultura italiana nel mondo, che troverete sempre aggiornate sulla Pagina Pubblicazione Edizioni Testi.
Sulle pubblicazioni a cura del Centro Studi ITA.L.I.Onlus troverete "quasi" tutte le risposte circostanziate alle altre vostre possibili domande o dubbi!
SE NON TROVATE RISPOSTA TRA QUANTO FIN QUI ELENCATO, SCRIVETECI E COSI’ APPROFONDIREMO LA LISTA. Chi non vuol far apparire i propri dati è pregato di precisarlo nella lettera: Grazie!|
INSEGNARE/LAVORARE ALL'ESTERO come docente |
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Per Cittadini Italiani |
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Di RUOLO NELLA SCUOLA (t.i.) |
NON DI RUOLO (laureati o laureandi) |
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insegnare, svolgere le funzioni di Dirigenti scolastici e Personale non docente nelle scuole |
fare domande di supplenze nelle scuole italiane all'estero |
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insegnare italiano nelle Università straniere (Lettore di Italiano) |
insegnare italiano nelle Università straniere (Lettori con incarico privato/locale) |
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svolgere le funzioni di Addetto Culturale, Linguistico e Direttore degli Istituti italiani di Cultura (concorso e preparazione a parte) |
MIUR-Dipartimento Relazioni internazionali: insegnare nelle Scuole Secondarie come Assistente di italiano |
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svolgere le funzioni di Addetto Scientifico nei Consolati ed Ambasciate italiane |
insegnare italiano negli Istituti Italiani di Cultura all'estero |
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Per STRANIERI IN Italia |
Rivolgersi a/Visitare il sito: |
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insegnare Lingue nelle Università Italiane (Lettore di scambio) |
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Fare l'Assistente di Lingua straniera nelle scuole italiane |
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STUDIARE/PERFEZIONARSI ALL'ESTERO |
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Per Italiani |
Rivolgersi a/Visitare il sito: |
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Borse Studio |
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Scambi Erasmus |
Ministero dell'Università/propria Università |
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Per STRANIERI IN Italia |
Rivolgersi a/Visitare i siti: |
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Corsi di Lingua Non Curricolari in scuole private |
Le migliori scuole private di lingua |
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Corsi di Lingua italiana nelle Università Incoming Erasmus students |
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Corsi di Lingua italiana anche a distanza |
Consorzio ICoN (Italian Culture on Net) |
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Ricevere/Frequentare Borse di Studio |
Ministero degli Affari Esteri: tramite le Rappresentanze diplomatiche italiane all'estero |
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Università per Stranieri di Perugia e di Siena |
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Specializzarsi in Lingua italiana L2 (Masters e Corsi di Perfezionamento per Docenti) |
Università di Venezia, per Stranieri di Perugia, per Stranieri di Siena e di Roma Tre |
Scambi di incarichi tra docenti stranieri
L' idea e' di scambiare incarichi simili, che funzionano benissimo perché si oltrepassano
molte barriere burocratiche. Una persona viene qui ed insegna al posto mio e viceversa. Si tratta di corsi estivi intensivi di italiano come lingua straniera, della durata di circa due mesi. E' una bella esperienza perché si lavora in un ambiente simile ma diverso. Bisogna trovarsi un partner tra scuole o università straniere.
a cura del Centro Studi
Internazionale Onlus ITA.L.I.- www.italianistica2.it
realized by ITA.L.I International Study Centre ONG www.italianlang.org page last updated 29/09/2007