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La Bandiera degli italiani |
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| L'epoca napoleonica | ||
| La prima
campagna d'Italia, che Napoleone conduce tra il 1796 e il 1799, sgretola
l'antico sistema di Stati in cui era divisa la penisola. Al loro posto
sorgono numerose repubbliche giacobine, di chiara impronta democratica: la
Repubblica Ligure, la Repubblica Romana, la Repubblica Partenopea, la
Repubblica Anconitana. La maggior parte non sopravvisse alla controffensiva austro-russa del 1799, altre confluirono, dopo la seconda campagna d'Italia, nel Regno Italico, che sarebbe durato fino al 1814. Tuttavia, esse rappresentano la prima espressione di quegli ideali di indipendenza che alimentarono il nostro Risorgimento. E fu proprio in quegli anni che la bandiera venne avvertita non più come segno dinastico o militare, ma come simbolo del popolo, delle libertà conquistate e, dunque, della nazione stessa. |
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| Repubblica
Cisalpina 1797-1802 |
Repubblica
Italiana 1802-1805 |
Regno Italico 1805-1814 |
| Il Risorgimento | ||
| Nei tre
decenni che seguirono il Congresso di Vienna, il vessillo tricolore fu
soffocato dalla Restaurazione, ma continuò ad essere innalzato, quale
emblema di libertà, nei moti del 1831, nelle rivolte mazziniane, nella
disperata impresa dei fratelli Bandiera, nelle sollevazioni negli Stati
della Chiesa. Dovunque in Italia, il bianco, il rosso e il verde esprimono
una comune speranza, che accende gli entusiasmi e ispira i poeti: "Raccolgaci
un'unica bandiera, una speme", scrive, nel 1847, Goffredo Mameli nel
suo Canto degli Italiani. E quando si dischiuse la stagione del '48 e
della concessione delle Costituzioni, quella bandiera divenne il simbolo
di una riscossa ormai nazionale, da Milano a Venezia, da Roma a Palermo.
Il 23 marzo 1848 Carlo Alberto rivolge alle popolazioni del Lombardo
Veneto il famoso proclama che annuncia la prima guerra d'indipendenza e
che termina con queste parole:"(…) per viemmeglio dimostrare con
segni esteriori il sentimento dell'unione italiana vogliamo che le Nostre
Truppe(…) portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla Bandiera tricolore
italiana." Allo stemma dinastico fu aggiunta una bordatura di
azzurro, per evitare che la croce e il campo dello scudo si confondessero
con il bianco e il rosso delle bande del vessillo. |
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| Dall'unità ai nostri giorni |
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Il 14 marzo 1861 venne proclamato il Regno d'Italia e la sua bandiera continuò ad essere, per consuetudine, quella della prima guerra d'indipendenza. Ma la mancanza di una apposita legge al riguardo - emanata soltanto per gli stendardi militari - portò alla realizzazione di vessilli di foggia diversa dall'originaria, spesso addirittura arbitrarie. Soltanto nel 1925 si definirono, per legge, i modelli della bandiera nazionale e della bandiera di Stato. Quest'ultima (da usarsi nelle residenze dei sovrani, nelle sedi parlamentari, negli uffici e nelle rappresentanze diplomatiche) avrebbe aggiunto allo stemma la corona reale. Dopo la nascita della Repubblica, un decreto legislativo presidenziale del 19 giugno 1946 stabilì la foggia provvisoria della nuova bandiera, confermata dall'Assemblea Costituente nella seduta del 24 marzo 1947 e inserita all'articolo 12 della nostra Carta Costituzionale. E perfino dall'arido linguaggio del verbale possiamo cogliere tutta l'emozione di quel momento. PRESIDENTE [Ruini] - Pongo ai voti la nuova formula proposta dalla Commissione: "La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni". (E' approvata. L'Assemblea e il pubblico delle tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi.) |