GARIBALDI, IRIARTE e MITRE
Non solo generali e
rivoluzionari, ma amicizie di uomini colti in uno spaccato della storia
argentina, uruguaiana e italiana del periodo 1835-1848
Il vero grande motore della rivoluzione:
firmamento degli eroi romantici dei
due mondi
GONçALVES
ZAMBECCARI
CUNEO
ROSSETTI
ANZANI
CASTELLINI
OLIVIERI
SEMIDEI
CULIOLO
ODICINI
SUSINI
IRIARTE
GARIBALDI
MITRE
ALBERDI
MURATORI
BROWN
CANE’
INDARTE
LAMAS
PACHECO
RIVERA
SUAREZ
VASQUEZ
Presentazione
dell’opera
Nel mondo gli italiani sono conosciuti come popolo di “eroi, naviganti, poeti, inventori e santi” cui si sono aggiunti gli “emigranti”, anche se quest’ultimo termine era in qualche modo già incluso o sottinteso, come una specie di sottocategoria dei naviganti, come persone cioè che viaggiano per il mondo in cerca di fortuna o di lavoro. Ora, il nostro eroe Giuseppe Garibaldi, indiscutibilmente il più grande e internazionale italiano del XIX secolo, incorpora buona parte dei suddetti attributi, ai quali però si aggiungono molti altri che solo lui poteva avere (coraggio, onestà morale, avventura, universalità, bontà, coerenza, ascendenza, sangue freddo, eccetera).
Sappiamo moltissimo di Giuseppe Garibaldi perché biografie, romanzi e testi su di lui sono stati abbondantemente pubblicati in tutto il mondo e in varie lingue straniere che rimane difficile farne un computo o una bibliografia completa o definitiva. Solo nel recente 2003, ad esempio in Argentina, sono apparsi due romanzi storici su Garibaldi ed Anita, riscuotendo grande successo. Purtroppo i suoi biografi e studiosi sono divisi in due gruppi opposti, da una parte gli apologisti e dall’altra i detrattori, noi invece vogliamo rimanere al di fuori di questa diatriba e disputa storica, perché affronteremo la ricerca su Garibaldi basandoci solo sui dati oggettivi, le fonti certe, gli scritti e le testimonianze dirette di altri personaggi del periodo storico in cui si sono svolti gli avvenimenti presi in esame, e cioè il suo periodo giovanile in America Latina, che va dal 1835 al 1848, anno in cui torna in Italia per partecipare alle lotte per l’unità e l’indipendenza italiana.
Nel 1835, esattamente il 25 novembre, Giuseppe Garibaldi sbarca a Rio de Janeiro e da qui inizia l’ininterrotto periodo, che durerà fino al 1848, in cui si impegnerà in varie imprese di guerra in America Latina. Combatte prima in Brasile e poi in Uruguay accumulando una grande esperienza nelle tattiche della guerriglia basate sul movimento e sulle azioni a sorpresa, che poi sperimenterà con grande successo nelle campagne d’Italia. Questa esperienza avrà un grande valore per la formazione di Garibaldi sia come condottiero di uomini sia come tattico imprevedibile. Si è scritto molto su questo periodo storico così importante (battaglie, avventure, gesta, viaggi e amori), poco sono state approfondite e documentate le tante altre esperienze umane, culturali e professionali dei vari soggiorni americani. Quasi nulla ad esempio si sa del suo rapporto privilegiato con la “Cultura vera”, quella alta e dominante in America Latina, soprattutto nel l’intimità con quegli uomini, statisti e letterati suoi contemporanei, che incontrò, si confrontò o con cui si scontrò e che infine sfociarono in amicizie vere e sincere, durate fino alla morte, come ad esempio quelle con gli argentini Bartolomè Mitre, Tomas de Iriarte, José Maria Paz e Juan Bautista Alberdi, gli uruguaiani Fructuoso Rivera, Melchor Pacheco e Joaquin Suarez, il generale irlandese Guillermo Brown e tanti altri ancora.
Dei
moltissimi libri, biografie e romanzi apparsi in questi ultimi anni sull’eroe e
le sue lotte e avventure, pochi invece sono gli approfondimenti storici su questo
lungo soggiorno sudamericano in linea con quanto sin qui proposto, nonostante
se ne fosse già fatto portavoce, nel lontano 1858 lo stesso generale Tomas de
Iriarte (Memorie, Tomo XI e XII) e più recentemente il nostro grande Indro
Montanelli. Il problema principale rilevato è che le suddette Memorie di
Iriarte, seppur esistenti in Argentina, erano e sono sconosciute alla maggior
parte degli studiosi latinoamericani e internazionali, anche perché questi
libri sono stati pubblicati moltissimi anni fa, in poche copie e ora sono
oggetto di culto e di collezioni private, quindi costosissimi e introvabili
anche nelle migliori biblioteche nazionali.
Il
testo che vi apprestate a leggere non è né un racconto né un romanzo, bensì un ricco,
documentato ed aggiornato saggio storico basato su tre monografie
fondamentali, quelle dei generali Garibaldi, Iriarte e Mitre, intorno
alle quali poi ruotano altri importanti personaggi, statisti, politici e
intellettuali dell’America Latina e dell’Italia dell’Ottocento. Sono comunque
“biografie parziali” sui tre grandi uomini dell’ottocento perché altrimenti non
sarebbero bastati altri 3 volumi per riportare la ricchezza di dati,
avvenimenti, loro storie, azioni e pubblicazioni. Questi grandi uomini di un
fecondo periodo storico americano ed europeo sono visti e studiati
unitariamente e collegialmente, non solo nelle loro gesta e azioni per
l’indipendenza, ma anche nei reciproci intrecci di portatori di pensiero, di
opere, di idee nuove e scritti che saranno poi determinanti per consolidare i
nuovi Stati moderni. Basta dare uno sguardo sommario all’indice analitico dei
nomi (riportati in appendice) per rendersi conto di come però non sarebbe
possibile tracciare la storia e la biografia completa di ciascuno di essi,
senza essere tacciati di parzialità. Pertanto sono stati affrontati solo dal
punto di vista “culturale” e presentati solo quei personaggi che, direttamente
coinvolti e collegati tra loro in un disegno collegiale politico, culturale e
sociale condiviso e da eroi legati da amicizie profonde e fraterne, sono stati
determinanti per raggiungere la libertà e l’indipendenza nei rispettivi Stati
dei due mondi. Per quanto riguarda gli italiani si è data massima importanza ai
primi garibaldini e/o mazziniani, sia quelli che poi hanno seguito Garibaldi in
Italia o che si sono invece fermati e sistemati definitivamente in Argentina e
Uruguay, dove hanno continuato a fare “scuola di pensiero e di lotta
politico-sociale per la libertà”. Visto l’evolversi delle varie situazioni e
l’intreccio armonioso dei moltissimi eroi storici del momento, potremmo
affermare, con una banale allegoria, che questa ricostruzione fornisce come una
“specie di presepe vivente”, la mappa globale degli eventi e personaggi di mezzo secolo, laddove la
natività sta a raffigurare l’arrivo delle libertà individuali e collettive dei
popoli, la capanna è costituita dai personaggi di Garibaldi, Iriarte e Mitre, i
Re Magi simbolizzano le provvidenziali legioni straniere e tutti gli altri partecipanti
sono il popolo emigrante in cerca di pace, aiuto e dimora per i propri figli in
una zona bellissima del mondo e prospettata come portatrice di benessere e di
futuro. Questa è la scena, la cornice principale del libro in cui si possono
ben vedere e riconoscere le assonanze, i collegamenti e gli sviluppi delle
diverse guerre d’indipendenza, le rivoluzioni, gli esili, le alleanze tra i
buoni (pochi ma coraggiosi) contro le molte tirannie e dittature di inizio
Ottocento.
Questo
saggio quindi, nasce dal desiderio profondo di colmare questo segmento di vuoto
storico, realizzando una approfondita ricerca documentale e bibliografica
effettuata su testi e atti originali ricercati in Argentina e Uruguay che,
partendo proprio dal ritrovamento dei 12 volumi delle citate Memorie di
Iriarte, ha cercato di realizzare le tre monografie principali con l’apporto
delle nuove testimonianze storiche, incrociando i dati, le lettere, i documenti
e memorie dei diversi attori e personaggi coinvolti. Lo scopo principale è quello
di apportare nuovi inconfutabili elementi e dati ragionati per i tanti studiosi
internazionali, e perché no, anche dei nuovi benefici per i milioni di
appassionati garibaldini vecchi e nuovi, sempre più legati al lascito morale,
storico e politico del condottiero dei due mondi.
Antonio
Panaccione,
NB:
gli interessati possono rivolgersi per lettera al seguente indirizzo: Via
Domenico Millelire, 47 –00136 Roma
Fax:
06-233237259; mail: info@italianlang.org
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